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lunedì 26 settembre 2016

Inserimenti

E' iniziato il nuovo anno e in questi giorni al nostro gruppo gioco nella natura si stanno facendo gli inserimenti.
Da quando ho cominciato questo lavoro ogni anno mi trovo ad accogliere nuove famiglie e nuovi bambini pronti a intraprendere l'esperienza di un "quasi" asilo nido.
Si perchè ho la fortuna di lavorare con i bambini del nido, ma in progetto di spazio gioco nella natura per qualche ora la mattina fino all'ora di pranzo quando i bambini tornano a casa.
Questo non toglie il fatto che non si facciano gli inserimenti. Anzi. Si fanno eccome ed è uno dei momenti più importanti nell'arco dell'anno.
Ma cos'è l'inserimento e cosa vuol dire? come ci si deve muovere durante l'inserimento?
e soprattutto chi si inserisce, il bambino o il genitore? in realtà direi un po' tutt'è due, anzi in realtà s'inseriscono anche un po' le maestre.
Accademicamente l'inserimento è quel periodo di tempo in cui il bambino si "abitua" a stare nel nuovo spazio senza la presenza del genitore, la mamma nella maggior parte dei casi, ed entra in relazione con la nuova figura adulta di riferimento ( la maestra).
E allora come rendere questo momento così delicato il più liscio possibile?

Vediamo di riassumere i punti più importanti.

Primo di tutti e forse la base su cui si deve poggiare questo momento è l'atteggiamento del genitore.
A quest'età i bambini sono tanto in connessione con i sentimenti e gli stati d'animo della mamma: è una semplice equazione vera nella maggior parte dei casi, mamma felice=figlio felice; mamma infelice/preoccupata/stressata etc= figlio capriccioso/infelice/irrequieto etc.
Perciò l'atteggiamento del genitore che porta il figlio al nido è di fondamentale importanza.
 E' importante che la mamma o il babbo non abbiano fretta di inserire il proprio bambino perchè deve tornare al più presto a lavorare ( lo so, la maggior parte delle situazioni lavorative non permettono di prendersi tanto tempo per questo; ma se avete la possibilità allora scegliete comunque il genitore che ha più tempo a disposizione) o perchè vuole ardentemente un po' di tempo libero per sè ( tranquilli, alla fine lo avrete) o per qualsiasi altro motivo. E' importante dare fiducia alle maestre a cui si affida il proprio pargolo, sicuri che state affidando il vostro "bene" più prezioso in mani sapienti che sanno compiere il loro lavoro in maniera professionale. So che spesso la prima reazione è quella di criticare il lavoro degli altri, specie di chi tratta con i nostri figli, ma un'atteggiamento di critica non porta beneficio nè a voi (il bambino avvertirà questo sentimento e "collaborerà" con questo rifiutando di affidarsi alla maestra) nè al lavoro della maestra ( non è mai piacevole lavorare con la sensazione di essere analizzati e criticati)
Perciò siate positivi e fiduciosi nelle maestre!

Altro punto di fondamentale importanza è quello di non crearsi nessuna aspettativa nei confronti di vostro figlio.
Spesso arrivano da noi genitori che descrivono i propri figli come molto socievoli, desiderosi del contatto con gli altri, poco "attaccati" a mamma e papà che credono che i loro figli non avranno nessunissima difficoltà ad inserirsi nel gruppo gioco o altri che credono che i loro figli invece ci metteranno tantissimo perchè timidi o poco abituati a stare con altri coetanei. Ecco per la mia esperienza di solito queste credenze vengono spesso puntualmente smentite. Perciò mamme e babbi fate spazio nella vostra mente e lasciate l'esperienza scuola a quei bellissimi individui che sono i vostri figli.

Detto questo come premessa arriviamo al giorno fatidico dell'inserimento. Come ci si comporta?

Ovviamente io vi dò solo dei suggerimenti, è chiaro che ogni scuola, ogni asilo nido o spazio gioco avrà le sue modalità e le maestre vi sapranno ben guidare in questo.
Nel nostro piccolo gruppo gioco si lascia molto spazio permettendo la presenza del genitore fin quando il bambino ne ha bisogno.
Questa presenza del genitore però dovrà avere la caratteristica di essere spettatore e non attore della situazione. E' importante che piano piano cambi appunto il punto di riferimento e che il bambino per quelle ore che passa in asilo "si dimentichi" di mamma o papà perché è riuscito a rilassarsi e a trovare un ambiente accogliente per lui/lei che lo soddisfa per i suoi bisogni e necessità.

La mamma se può siede in disparte,magari in una stanza diversa da quella del gioco o in un angolo di essa, in modo che possa essere vista dal bambino, ma senza interferire con il gioco o con gli altri bambini.
A questo proposito noi consigliamo alle mamme di portarsi un lavoretto da casa, semplice, tipo un lavoro ai ferri, uncinetto, ricamo o qualsiasi cosa sappiano fare manualmente - a volte basta semplicemente fare dei gomitoli con la lana filata - in modo da essere impegnate ma poter rispondere al "ritorno" momentaneo del proprio cucciolo.

E' importante essere presenti per i propri figli, se questi sentono la necessità di riavvicinarsi per un momento, senza incitarli ad andare se loro non vogliono o spingerli in nessun modo.
E' importante anche cercare di essere il più silenziose possibile e lasciare alle maestre lo spazio per parlare, cantare e invitare il bimbo o la bimba ad inserirsi nell'attività in corso.

Per tutte le necessità del bambino - acqua, pipì o quant'altro- è opportuno invitare il bambino a rivolgersi alla maestra che saprà risolvere la questione.

Questo per una mamma, abituata fin'ora a soddisfare tutte le necessità del proprio figlio può essere un compito arduo, ma è importante proprio "fare un passo indietro" e "lasciare la palla" alla maestra.

Dall'altra parte le maestre devono saper "vedere" il bambino che si sta inserendo e lasciargli il tempo necessario di fare questo piccolo-grande passo, senza tirarlo o costringerlo a lasciare andare la mamma prima del tempo.
La fiducia dev'essere anche e sopratutto da parte del bambino nei confronti dell'educatrice e se questa non ha saputo rispettare i tempi del piccolo, sarà una partenza storta.

Ognuno perciò deve fare la sua parte e se tutti agiscono per il meglio, l'anno sarà un successo!




giovedì 8 settembre 2016

Maternità moderna



Oggi sono in vena di fare polemica. Si. Ogni tanto ci vuole.
La mia polemica riguarda la maternità oggi. La maternità delle donne lavoratrici.
Mi sembra che le donne oggi arrivino a fare figli perchè "si deve", perchè dopo il percorso classico de: laurea, lavoro, matrimonio, casa, non ci sia altro da fare sulla lista della spesa che un figlio.
E fin qui niente di male, è bellissimo avere un figlio, un'esperienza unica che ti cambia la vita. E allora permettiamo fino in fondo all'esperienza di cambiarci la vita.
Sembra invece che la tendenza ultimamente, almeno tra le donne primipare che mi capita di incontrare, sia quella di fare un figlio giusto per mettere una spunta nell'esperienze di vita. Ok, ma un figlio non è un peluche! Quel bel batuffolino tutto latte e pannolini, pian piano crescerà e diventerà un individuo in tutto e per tutto. E allora, vogliamo dedicargli un po' del nostro tempo e del nostro amore a questo batuffolino? O vogliamo delegare nonni e educatrici del nido a fare questo delicatissimo lavoro?
Sembra che, una volta partorito e allattato giusto 3 mesi (perchè almeno 3 mesi si deve), le donne abbiamo una gran fretta di tornare al lavoro e già a 4-8 mesi del pupo, lo smollano dove possono e via di nuovo in ufficio. E il frugoletto in gestione ai nonni fino a che non lo prendono al nido.
Ora, devo fare una precisazione perchè altrimenti rischio di essere fraintesa e letta come una che non capisce in che situazione critica si muove il mondo lavorativo italiano. Lo so. La conosco la situazione del lavoro. Lo so che è difficile trovarlo e una volta trovato è bene non perderlo. So tutto.
La mia polemica infatti non riguarda forse la stragrande maggioranza delle donne che DEVONO tornare a lavorare perchè sennò non arrivano a fine mese. No. Con loro sono super solidale e tanto di cappello per aver comunque avuto il coraggio di fare un figlio.
No. Io parlo di quelle coppie standard ( e in Italia ce ne sono parecchie) che dopo 10 anni di fidanzamento, matrimonio, 10 anni di buon lavoro di entrambi,casa di proprietà e tutti i fronzoli del caso, ad un certo punto decidono di fare un figlio- anche perchè sennò che si sono sposati a fare?!?- e appena fatto il figlio, nella donna scatta di nuovo la frenesia lavoro.
Ora, non mi venite a dire che dopo 10 anni non avete qualche risparmio da parte, che nel momento in cui avete pianificato il dolce evento non vi siete fatti due conti in tasca?
Ma come, appena avuto il pupo siete corsi a comprarvi il Suv perchè sennò vi mancava lo spazio per passeggini e ammennicoli e non avete pianificato la prospettiva di poter rimanere per un po' con un solo genitore che lavora a tempo pieno?
Non ci credo. Non ci voglio credere!
Dai, un figlio si fa e gli si dedica del tempo.
L'antroposofia dice che addirittura il bimbo dovrebbe stare a casa con la mamma fino a 4 anni! 4 anni! Ok, ammetto che vista la società in cui viviamo 4 anni sono un po' eccessivi. Ma 1 anno glielo vogliamo regalare a questa creatura? cos'è un anno in una vita intera? Nulla, se ci pensiamo bene. Ma in quell'anno avremmo fatto il più bel regalo che si può fare a un figlio e a noi stesse: gli avremmo regalato TEMPO. Tempo di stare con lei/lui, di osservare e godere dei suoi cambiamenti, dei suoi progressi, dei suoi primi passi, delle prime parole. Un tempo lento, scandito dai ritmi del bambino, un tempo dove le piccole cose sono le più belle. Un tempo che non tornerà.
E questa è maternità.



ps. la foto l'ho presa da www.mamme24.it

domenica 3 gennaio 2016

Rimedi natuali

 http://veki.club/wp-content/uploads/2014/10/influenza2.jpg

Sono i primi giorni del nuovo anno e siamo già a curarci dall'influenza. In realtà più che influenza è una bella bronchitina e visto che M. non riesce neanche a dormire la notte da quanto tossisce e da tutto il muco che gli ostruisce le vie respiratorie, oggi ho tirato fuori il mio bel kit di rimedi omeopatici.
Lui mi ha detto che preferiva curarsi solo con l'alimentazione, ma io l'ho caldamente invitato ad assumere anche un rimedio in più così  da aiutare tutto il processo di guarigione.

Per ciò ecco qua la cura.
Alimentazione: dopo i bagordi di Natale e Capodanno, è meglio riprendere la retta via, specie se in presenza di disturbi ( in questo caso respiratori). Perciò eliminiamo l farine e gli zuccheri raffinati, le proteine di origine animale proprio non le prendiamo in considerazione e generosamente ci lasciamo curare da tutti quei vegetali a foglia larga. Perciò si a zuppe con cavoli di vario tipo, bietole, carote etc.
Tralasciamo per un po' le solanacee - tra l'altro non è neanche stagione - e perciò pomodori, melanzane, peperoni e patate rimangono fuori dalla tavola.  E' vero, le solanacee sono buonissime, io stessa stravedo per le melanzane, ma tendono a portare acidità e laddovè è presente un'infiammazione di acido nel corpo ce n'è già troppo perciò è bene ristabilire un equilibrio sano e aspettare momenti più propizi.
Possiamo invece includere un bel riso integrale accompagnato con un bel gomasio appena fatto.
E così procediamo per un paio di giorni osservando cosa succede.

Tisane e decotti:
accompagnamo la giornata con delle belle tisane. Per esempio, una che amo particolarmente è zenzero e limone. Si grattugia lo zenzero nell'acqua e lo si fa bollire per qualche minuto. Dopodichè si spegne il tutto e ci si strizza mezzo limone. Buona tisana!

Rimedi omeopatici: ed eccoci arrivati all'aspetto omeopatico. Oltre ad aver rovistato il mio kit di rimedi sono andata a spulciarmi diversi siti di omeopatia per capire quale fosse il rimedio più adatto a tosse e bronchite ed è venuto fuori Bryonia e Pulsatilla. Siccome io la seconda non ce l'ho, abbiamo cominciato dalla Bryonia, 3 granuli 3 volte al giorno.

A presto!

sabato 2 gennaio 2016

Buon 2016

Ogni tanto ci riprovo.
Ebbene si, ogni tanto (non troppo di frequente a dir la verità) ripenso al mio blog e mi torna la voglia di scriverci.
E così lo faccio.
E oggi auguro a tutti un Buon 2016 e auguro a me la possibilità di essere più attiva e di avere più cura di questo spazio... ce la faro? boh! speriamo :)

http://www.webdesignhot.com/wp-content/uploads/2011/12/Brightly-Colorful-Vector-Fireworks.jpg


sabato 30 agosto 2014

Immagina di Fiorire


In questi giorni sto leggendo un libro di psicologia dove consigliano dei piccoli e semplici esercizi mentali da fare la sera prima di andare a dormire o in qualsiasi momento della giornata si trovi il tempo di dedicarsi pochi minuti.

Di questi esercizi ce n'è uno che mi ha particolarmente colpito e che vorrei condividere qui.

Immagina di Fiorire: immaginate ad occhi chiusi di essere come un albero, e che il vostro corpo si trasformi nella pianta che vi piace di più. Sentite la linfa che scorre per tutto il vostro corpo e immaginate che, ad un certo punto, incominciate a fiorire. 
Proverete una sensazione di benessere profondo nel sentirvi completamente ricoperti di fiori colorati. 


...da provare! ;)

lunedì 25 agosto 2014

Filastrocca

Le filastrocche sono un bellissimo modo di parlare con i bambini.  Hanno dentro di sè un ritmo musicale che riesce a "parlare" ai bambini, molto meglio rispetto i nostri discorsi "da adulti".
Noi in asilo usiamo spesso le filastrocche per accompagnare momenti della giornata.
Questa è una che amo particolarmente.
La nostra merenda è di solito composta da frutta di stagione ( principalmente mele) e pane o gallette con la marmellata.
Tagliando le mele per orizzontale invece che per verticale ( in verticale si formano gli spicchi), verrà fuori una bella ruota di mela con al centro... una stella! La magia della natura ci sorprende sempre.
E perché non accompagnare le stelline della mela con una filastrocca?

"Quattro stelle ho visto passare, quattro stelline sul bordo del mare: una per me, una per te, una la chiede la figlia del re. La quarta la vuole il reuccio cattivo : grida, comanda, la vuole per sé! Ma la stellina resta a guardare e sorridendo si spegne nel mare."

Sarà una merenda ancora più dolce!

venerdì 22 agosto 2014

[Fiori di Bach] Eccesso




E nel ricominciare riprendiamo in mano anche il discorso sui Fiori di Bach.
Questa è la quinta categoria emozionale. Per qualsiasi informazione in più, consiglio o suggerimento, scrivetemi!


La quinta categoria emozionale dei fiori di Bach è quella degli Eccessi e i fiori che portano riequilibrio a questo tipo di emozioni sono cinque: Vervain, Vine, Chicory, Beech, Rock Water.

Gli Eccessi sono un'attitudine ad eccedere, lo dice la parola stessa, cioè a trattenere troppo a lungo un'emozione fino a farla diventare una "trappola" per sé stessi e per gli altri.
Alcuni di questi squilibri emozionali sono più tipici dei climi caldi, perchè anche l'eccessivo caldo è un eccesso, come ad esempio può diventarlo l'eccessivo entusiasmo, fino a sfociare nel fanatismo. Qui siamo in presenza di tipi o personalità molto energiche, che cristallizzano atteggiamenti emozionali esagerati fino a soffrirne. Il fisico somatizza questi eccessi attraverso l'innalzamento della pressione arteriosa, inviando appunto il messaggio che si sta "eccedendo" e che si è lontani dall'equilibrio. L'essere umano spesso è in fuga da sé stesso (realtà) e sono proprio gli stati emozionali a rendere palese questo fuga.....
E così è in eccesso emozionale chi vive troppo spesso nell'entusiasmo esagerato; chi abusa del proprio potere fino a diventare troppo autoritario; chi per paura di restare solo, fa di tutto per trattenere l'altro; chi pensa di sapere tutto e diventa intollerante agli altri; chi diventa rigido perchè vuol essere perfetto.

In questo modo si generano emozioni in disequilibrio del tipo:

Esagerare (vervain)



Non sapere mettere insieme amore e potere (vine)




Attaccamento (chicory)



Arroganza che sfocia nella rabbia (beech)




Rigidità di atteggiamenti (rock water)


martedì 24 luglio 2012

Caprini

Erano tre anni che desideravo farlo, ma poi per un motivo o per un altro non è mai capitata l'occasione...fino alla scorsa settimana.
Mi sono svegliata quasi all'alba per essere pronta e attiva in "caciaia" quando comincia il lavoro. Ed è stata un'esperienza unica.
Ho degli amici che hanno un'azienda che produce formaggi caprini e da tempo avevo espresso il desiderio di assistere alla produzione del formaggio; loro per tutta risposta dissero che non permettevano di assistere ma se volevo avrei potuto partecipare attivamente al lavoro.
Meglio di così...potevo fare il formaggio!!!
E l'ho fatto.
Mi si sono aperte le porte di un mondo a me sconosciuto e mi è piaciuto tantissimo.
Vedere arrivare il latte caldo appena munto, metterlo in un grande pentolone e cominciare a cagliarlo. E poi lavorarlo, stando attenti a metterlo nelle forme nel modo giusto per far uscire tutto il siero.  E ancora, salate le tome lattiche e rigirare quelle in via di stagionatura.


E ricominciare da capo.
Affondare le mani e le braccia nel pentolone del formaggio caldo per romperlo in mille pezzettini è stato un momento quasi estatico. Una sensazione morbida e avvolgente che mi ha ricordato un po' l'utero materno: questa massa così imponente ma al contempo così fragile e delicata.
  

La giornata si è conclusa con la ricotta, il formaggio più leggero, più vellutato.
L'ho fatto tutto da sola e ne sono stata fiera.
Da oggi in poi mangerò formaggi con molta più soddisfazione

mercoledì 11 luglio 2012

La competenza dei genitori

Da novembre scorso ho intrapreso un percorso di pedagogia steineriana, specifico al primo settennio. Ho sempre lavorato nella scuola steiner della zona, fin da quando Vera era piccina e la frequentava. Prima ero la mamma di cucina, poi tenevo i bambini il pomeriggio per chi aveva esigenze di stare più tempo a scuola e poi ho sostituito le varie maestre dell'asilo che per un motivo o per un altro mancavano.
Poi quest'anno ho lasciato la scuola waldorf per una collaborazione in un asilo nido familiare, non dichiaratamente steiner ma molto molto ispirato.
Tutto questo l'ho sempre fatto e lo faccio  con grande amore e passione. I bambini mi sono sempre piaciuti, ho sempre sentito che stare con loro mi veniva spontaneo ed era fonte di grande gioia.
Quest'anno ho deciso che era giunto il momento di approfondire anche la parte teorica e così ho cominciato questo corso.
Devo essere sincera, il corso l'ho cominciato con molti dubbi e perplessità, mi piace tanto la pedagogia steineriana, ma all'interno della scuola ho anche sempre notato tante cose che non mi piacevano o alle quali io non mi volevo uniformare...
Poi mi son detta che se dopo le prime lezioni avessi visto che non era una storia per me potevo sempre venire via... E invece più che andavo avanti con gli incontri più che mi innamoravo di tutte le materie proposte.
Pian piano ho capito che le omologazioni "da manuale" avvengono solo se tu vuoi diventare un bacchettone da manuale, se ti lasci travolgere dai dogmi, permetti ai dogmi di dettare legge e annulli te stesso e il tuo pensiero critico e costruttivo.
Ma se rimani comunque te stesso, questo percorso non può far altro che arricchirti, arricchirti come persona... perchè alla fine è un percorso che fai esclusivamente per te, per renderti una persona un pochino più luminosa in modo che tu possa avvicinarti un po di più alla luminosità dei bambini.
In questo percorso, durante l'ultimo incontro c'è stata una docente U.W. molto brava di pedagogia curativa che ha detto un paio di cose che mi piacerebbe condividere su queste pagine, con tutti quelli che vorranno leggerle...
Si parlava di bambini che magari passano un momento un po' particolare ( di aggressività, o di tristezza o di qualunque altra cosa) i cui i genitori sentono di aver bisogno di un aiuto esterno per aiutarli. La docente che lavora in Germania in un centro di pedagogia curativa ha detto una cosa che mi è parsa veramente molto molto bella.
Loro, nel loro centro, partono dalla convinzione che i genitori sono coloro i quali conoscono meglio il bambino e sono in potenza chi può aiutarlo maggiormente, in quanto l'anima del bambino ha scelto proprio come accompagnatori in questa esistenza e se ha fatto questa determinata scelta è proprio perchè loro possono maggiormente aiutarlo.
Quando ho sentito queste parole, e tutte le volte che lo racconto, sale dentro di me un brivido... è una cosa che mi tocca profondamente.
Molto spesso si pensa o si è pensato che i genitori non siano capaci, non siano competenti nei riguardi dei propri figli. Molto spesso si accusano i genitori di non conoscere i proprio figli e di non sapere come prenderli ( e molto spesso i genitori si "accomodano" e si giustificano dietro queste scuse). Invece i genitori sono colori i quali possono maggiormente aiutare i proprio figli proprio perchè scelti da quest'ultimi.
La trovo una dichiarazione bellissima e una verità sconfinata. Finalmente si restituisce un po' di competenza ai genitori e si fanno entrata come parte attiva nell'educazione e nella cura dei loro cuccioli.
Tant'è che U. diceva che il suo lavoro stava tutto nel portare un'altra visione del bambino ai genitori, in modo che loro potessero avere un'illuminazione su come e cosa fare con lui/lei.
Ci ha lasciato anche un esercizio da fare per i bambini: trovare uno spazio e un momento di calma, chiudere gli occhi e respirare profondamente, lasciare da parte pensieri e preoccupazioni creando uno spazio di calma e tranquillità. In questo spazio di calma far entrare l'immagine del bambino o la sensazione del bambino e tenerla lì il più a lungo possibile, senza cercare soluzioni o intuizioni, semplicemente tenere la sensazione lì.
Semplice, quasi banale, ma di grande effetto... provare per credere!

Nella foto, la bambola creata al corso... una bella cucciolotta morbidosa!

venerdì 22 giugno 2012

Rallentare

Avete mai provato a rallentare?
Ormai la velocità è una caratteristica principale della nostra vita quotidiana. Andiamo sempre di corsa e vorremmo avere più tempo a nostra disposizione durante il giorno per poter fare tutte le cose che dobbiamo o vogliamo fare.
Anch'io ultimamente sto girando come una trottola. Duemila impegni: vai di qua, corri di la e mai un momento per fermarsi e stare. Semplicemente stare. Mai un momento per non fare.
Avete mai provato a non fare niente? Avete mai provato a "perdere tempo": fare una passeggiata senza meta, giusto per il gusto di farla; fermarsi a vedere un tramonto, in questo momento dell'anno tra l'altro sono bellissimi; ammirare le sfumature colorate di un fiore o mangiare un piatto di pasta masticando lentamente per gustarlo tutto, assaporandolo fino in fondo.
E i bambini ci sono maestri in questo. Da loro possiamo imparare tantissimo.
Loro sono totalmente nel presente, vivono quello che c'è nel momento senza preoccuparsi di quello che sarà domani o di quello che è stato ieri. Un bambino che ammira un fiore, lo fa con tutto il suo essere. Lo guarda con gli occhi, con le mani... diventa tutt'uno con esso. E possono passare intere mezz'ore prima che l'esperienza si esaurisca e si passi a qualcos'altro.
Un bambino non ha orari, non ha impegni.
E questo è il mio proposito per i prossimi tempi.... rallentare. Respirare. Godere della vita e delle sue sfumature.
Buona estate!

venerdì 15 giugno 2012

Il regalo per le maestre

Erano giorni che volevo scrivere questo post...
Purtroppo nelle ultime settimane ho avuto tante di quelle cose da fare che facevo fatica anche a trovare il tempo per accendere il computer e controllare la casella di posta.
Ma di questo volevo parlare, perchè mi stava particolarmente a cuore, perchè io mi sono presa l'incarico di farlo e perchè non mi sarei mai aspettata reazioni del genere...
Da quest'anno non siamo più alla scuola waldorf, ma per varie ragioni siamo entrati nel fantastico mondo della scuola statale. Si proprio quella scuola con il progetto "senza zaino" che un paio di anni fa avevo definito nemmeno troppo bene...
Beh, diciamo che in parte mi sono ricreduta. E' stato un anno molto positivo, abbiamo avuto la stragrande fortuna di trovare due brave maestre ben affiatate tra di loro che hanno saputo trasmettere ai bambini anche un po' di umanità e non solo nozioni scolastiche.
A fronte di tutto questo, ho proposto agli altri genitori della classe di concludere l'anno con un piccolo regalo per ringraziarle del lavoro fatto con i nostri figli.
Hanno passato quasi più tempo loro con Vera che io, mi sembrava più che doveroso dire "Grazie".
Doveva essere un simbolo, non un regalo, un gesto che significava :"Sai oggi pomeriggio ho pensato a te e a tutti quei giorni che hai passato con mia figlia. Mi sono fermata in questo bel vivaio e ti ho comprato una piantina per dirti: Grazie."
I genitori degli altri bimbi sono stati tutti d'accordo sul partecipare al regalo. Poi qualcuno ha lanciato la proposta di coinvolgere anche l'altra classe I, dato che le maestre sono le stesse.
E a quel punto è arrivato lo stupore e la non comprensione. Gli altri genitori non solo non erano d'accordo ( non tutti ma buona parte), ma c'è anche chi ha perentoriamente detto che se avessero partecipato anche solo alcuni della loro classe, loro volevano essere esclusi categoricamente da questa iniziativa perchè non la trovavano giusta, nè corretta.
Allora, io lo ammetto, ci sono rimasta proprio basita..
Com'era possibile una reazione del genere a un'idea che trovavo gentile e "umana".
Oggi giorno che hanno snaturato la scuola fino a renderla una sorta di azienda, dove un insegnate a inizio anno si deve prefiggere degli obiettivi indipendentemente dalla classe che avrà e guai se non li raggiunge!!
Una scuola dove si è perso completamente il senso di continuità delle maestre... elemento peraltro di fondamentale importanza per i bambini. A questa età ci vuole una- due figure di riferimento con le quali possano fare un cammino di crescita insieme che non si esaurisca solo in un anno. e per crescita intendo non solo quella intellettuale, ma anche quella sociale, umana.
In una scuola del genere che male c'è a riportare un po' di umanità e senso di gentilezza, facendo un regalino a fine anno alle maestre?

martedì 22 maggio 2012

8 anni!



Sto per dire una banalità... ma quanto passa in fretta il tempo!!! Sembra ieri che ti stringevo... un fagottino tra le braccia...e adesso hai già otto anni! Otto anni sono tanti e sono pochi. Sei grande, ma sei ancora la mia piccola bimba. 
E io sono felice di essere la tua mamma!!!
E oggi pomeriggio si festeggia!!!
Tanti tanti auguri amore mio.

domenica 13 maggio 2012

Fiori di Salvia

Sono nata e cresciuta in città fino ai vent'anni. Fino ad allora la natura era qualcosa di presente ma assai distante dalla dimensione di cui io facevo parte. 
Poi negli ultimi 10 anni la vita è cambiata diverse volte e il contatto con la natura si è fatto più vicino.
Adesso abito in campagna ormai da quasi 4 anni e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, mi riapproprio di antiche conoscenze contadine o semplicemente mi rendo conto di quanto è piena di potere vitale la terra. Può essere un commento banale e scontato, è logico che la terra sia piena di vita, tutti lo sanno. Ma quello di cui parlo io è l'esperienza diretta, la vera esperienza quella sulla propria pelle.
Avete mai provato a lavorare la terra in un momento di stanchezza o di rabbia o di tormento o di qualsiasi cosa ci possa essere? E' totale rigenero.

Qualche giorno fa mi è capitato di essere sola a casa con mille cose casalinghe da fare: pulire, riassettare, stirare etc. 
Il mio stato d'animo non era dei più felici e tutte le prospettive di lavoro di certo non l'aiutavano ad ritrovare il perduto sorriso. 
In più il piccolo fazzoletto d'orto dietro casa languiva da giorni perchè le erbacce nell'ultimo mese di pioggia avevano sotterrato tutto quello che amici e conoscenti passando a trovarmi avevano piantato con tanto amore e dedizione.
Insomma non avevo voglia di fare nulla ed ero pure sul semi-depresso andante; non so bene cosa mi ha spinto all'orto, ma credo di aver fatto un pensiero che prima di tirarmi fuori da quello stato catatonico in cui ero finita, dovevo in tutti i modi risollevare anche le sorti del mio piccolo spazio vegetale.
E così, un po' per scappare dalle incombenze di casa un po' per spirito di pulizia meditativa mi sono ritrovata e strappare erbacce.

Ed è stato magico! Una vera e propria rinascita. Via via che permettevo alle mie insalatine di respirare di nuovo, anche il mio umore migliorava e il mio essere si rigenerava. Alla fine ero sudata con le mani tutte sporche di erba e terra, le unghie completamente nere e i capelli arruffati, ma avrei potuto passarci ancora molte ore. Ho sentito un contatto con la terra; è stato come se nel mentre che io toglievo erbacce Lei prendeva la mia "onda bassa" donandomi nuova vitalità.
Ho amato profondamente la terra in quel momento, Madre Terra.

Ho pensato a tutti i nonni contadini che si mantengono longevi e attivi proprio grazie alla loro devozione e lavoro alla Terra. Pensavo anche a quanto meravigliose sono le creazioni della natura: noi ci ispiriamo a lei e cerchiamo in qualche modo di imitarla o eguagliarla, ma non credo potremmo mai raggiungere la bellezza di uno zucchino o la simpatia di un'insalata o la morbida timidezza di una fragola...

Alla fine il mio orto era di nuovo visibile a occhio nudo, l'ho osservato e mi sono resa conto che era un po' come me: bello incasinato, piante sparse qua e là senza un ordine preciso, ma finalmente pulito!


E a conclusione del lavoro svolto ho portato un bellissimo mazzo di fiori di salvia nel nostro angolino delle stagioni.

giovedì 3 maggio 2012

Il menù della festa


Mi sono accorta che nell’ultimo mese ho scritto più post che da quando ho aperto questo blog…
Non solo, ma c’è una trasformazione in atto, non più solo creazioni ma anche visioni, nel senso che prima preferivo guardare ma non commentare, adesso invece ho voglia di guardare e raccontare dal mio punto di vista quello che c’è. Fino a un po’ di tempo fa credevo che ormai le persone su un certo tipo di cammino( alimentazione naturale, giocattoli naturali, stile di vita naturale- no televisione, no videogames, etc- e una certa propensione ad una crescita spirituale) fossero in costante crescita se non una consistente fetta di popolazione.

Adesso invece mi sono accorta che siamo ancora pochi, molto pochi. Forse è stato dovuto al cambio scuola di Vera, ma sono entrata in un mondo che mi ha lasciato un po’ esterrefatta e ho deciso di dire la mia. Continuando a creare, voglio anche parlare… per chi avrà la voglia di leggere…

Oggi parliamo di alimentazione. L’alimentazione delle feste di compleanno.

 Sono reduce da un paio di feste di compleanno a dir poco devastanti. Tralascerò il mio pensiero sulla location scelta per questi compleanni - i gonfiabili – perché meriterebbe un post tutto dedicato, ma mi dedicherò principalmente sul “menù” di queste feste.
L’ultima festa a cui ho accompagnato Vera aveva un buffet composto da: panini ripieni di affettati, pizza, patatine, schiacciata, dolcetti di colori improbabili, torte che emanavano grassi solo a guardarle e chi ne ha più ne metta, il tutto innaffiato da coca cola, fanta e altre bevande sui generis. A conclusione della festa la torta per il soffio delle candeline era una roba matrimoniale a 3 piani con delle decorazioni fluorescenti.

Ora, io mi domando, ma non c’è un’alternativa????? Non si riesce a fare una festa dove ci siano delle cose più o meno sane da mangiare, che non costringano a bere 3 litri di acqua dopo ( per tutto il sale ingerito) e portino i figli ad essere schizzati ( per tutto lo zucchero bianco assunto). Bisogna veramente che le feste siano piene di schifezze???? Esiste il modo di festeggiare mangiano cibi buoni ma sani e non super deleteri per l’organismo e divertirsi ugualmente?

Beh, il mio proposito per quest’anno è questo: riuscire a creare una festa di compleanno carina, con un buffet sano e buono e portando anche dei giochi semplici e divertenti dove i bambini possano giocare senza l’ausilio di strutture di plastica alquanto bizzarre e – a parer mio – per niente reali.

Ci riuscirò??? Non lo so, non voglio sbilanciarmi in imprese titaniche, però di sicuro ci voglio provare! Ovviamente commenti e suggerimenti sono ben accetti.
A prestissimo!
Soma

venerdì 27 aprile 2012

Diritto al gioco



Osservate i vostri figli quando giocano, quando giocano veramente.
Il divano diventa la nave dei pirati a caccia di tesori nascosti o un treno che viaggia veloce verso mete lontane. Oppure sotto a un tavolo si può creare una casina assai confortevole e la cucina improvvisamente è la piazza del mercato.

I bambini hanno diritto al gioco, al gioco vero.

E giocare non significa accendere uno strumento elettronico e farsi imbambolare per ore da luci e suoni. nè vuol dire avere a disposizione tutto: bamboline, macchinine e mille altri ninnoli per poi mezza volta e basta.
Giocare vuol dire inventare tutto dal niente: avere una stoffa colorata, mettersela in testa e diventare una bellissima principessa, oppure farla scendere sulle spalle ed essere un prode cavaliere.
I giochi migliori sono quelli dove è la fantasia che fa da padrona e l'arte di immedesimazione dei bambini ci va a braccetto: un pezzo di legno ora è una lussuosissima ferrari da far correre da tutte le parti e tra un momento diventa un delizioso panino appena acquistato al bar.
E in questi i bambini sono maestri e hanno il diritto di vivere questo tipo di gioco. Noi genitori dobbiamo semplicemente permetterglielo tutelando questo spazio sacro.

Oggi pomeriggio sono stata colpita dal fuoco sacro delle pulizie primaverili: volevo pulire e riordinare tutta la casa, sentivo che dovevo farlo, ma pretendevo anche che Vera facesse altrettanto con le sue cose.
Non mi ero accorta che lei invece stava Giocando. Si era messa il vestito da Rapunzel cucito l'anno scorso, aveva legato insieme tutte le stoffe bianche che aveva trovato in camera sua e si era fatta una lunghissima chioma proprio come la sua eroina. Svolazzava poi per la casa scalza canticchiando e vivendo in questo spazio di gioco appena creato.

Io nel frattempo presa com'ero dalle mie pulizie, appena l'ho vista, senza quasi guardarla, le ho detto:" Vera per piacere, visto che io sto pulendo, puoi mettere a posto anche tu la tua scrivania?"
La sua risposta è stata: " Mamma, ora no, sto giocando!"
Non ho osato replicare.
Aveva ragione, stava giocando e non c'era niente di più importante in quel momento. La scrivania poteva benissimo aspettare.

martedì 10 aprile 2012

Vacanze Pasquali




Durante le vacanze di pasqua siamo andati a nord oltre la frontiera a trovare alcuni amici...

abbiamo ammirato paesaggi montanari

e siamo rimasti ammaliati dalle tecnologie estere ( questa è una minicar per due a energia solare...wow!)












abbiamo passaggiato a lungo sulle rive del lago

e fatto amicizia con i suoi abitanti


alcuni maestosi












altri dalla faccia simpatica.


Spero che anche le vostre vacanze siano state piacevoli.
A presto!

martedì 3 aprile 2012

Parto Naturale

 Oggi all'uscita di scuola di Vera ho assistito ad alcuni discorsi che mi hanno un po' rattristato...
C'era una mamma panciuta e altre con bimbi piccoli in braccio che parlavano dei loro parti ( entrambe le donne erano già al terzo o quarto figlio).
Insomma tutta la discussione verteva sul fatto che queste donne per tutti i loro figli hanno avuto un parto cesareo e discutevano sulla diversa durata dei vari cesarei da loro avuti.
Ecco questa cosa mi ha un po' lasciata basita... Lo so non si può generalizzare sui parti cesarei ci sono donne che ne hanno proprio bisogno per emergenza o situazioni in cui non si può proprio farne a meno, ma vedere una donna al 7°-8° mese di gravidanza parlare di come potrà essere il suo cesareo mi fa venire tristezza. Tristezza perchè oggigiorno c'è questa tendenza medica che se per il primo figlio ti hanno per qualche motivo tagliata, allora anche i figli successivi dovranno necessariamente nascere a quel modo...
E poi ci sono quelle donne che per paura di soffrire scelgono a priori un parto cesareo programmato.
Ma perchè??????
Ok partorire può essere doloroso, ma è anche una delle esperienze più belle dell'essere donna e poi mamma. Io ho partorito naturalmente in casa ed è stata un'esperienza veramente molto intensa, ma nello stesso tempo veramente bella. Ho capito cosa aveva provato mia madre nel mettermi al mondo e in un certo senso l'ho "perdonata", sono passata sull'altra sponda. Ho scoperto la fantastica resistenza del mio corpo e la mia capacità di rilassarmi e rimanere calma in un momento così ignoto, dove non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo e come e quanto forte.
Insomma se pur forte è un'esperienza di cui vado fiera e che rifarei senza esitazione ( anche perchè adesso so cosa succede ;P) se capitasse l'occasione.
E a proposito di parti naturali voglio segnalare il blog di un'amica che fa la doula, un mestiere antichissimo e di grande sostegno per le gestanti e le neo mamme.
Qua sotto un estratto dal suo blog sulla doula.




La doula

Che cos'è una Doula?
La doula è una donna che sceglie di fare un lavoro su di sé per accrescere la sua consapevolezza e le sue capacità di ascolto, in modo da poter essere di sostegno alla madre e alla coppia in gravidanza, durante il parto e dopo il parto.
Il suo lavoro consiste nell’instaurare una relazione empatica e di fiducia con la donna in modo da poter fornire un aiuto pratico e un supporto emotivo alla madre nel momento in cui ne ha bisogno.
Uno dei ruoli più importanti della doula è quello di ascoltare e aiutare la donna ad avere il parto che desidera, senza influenzarla nelle sue scelte, ma aiutandola a trovare le informazioni che le servono.
La doula assiste la donna durante il travaglio e il parto, offrendo il suo sostegno in maniera empatica e continuativa, appoggiando i desideri della donna in travaglio.
Dopo il parto, la doula si propone come un vero e proprio aiuto concreto nella vita quotidiana. Attraverso la sua presenza, fornisce supporto alla madre e sostegno nell’allattamento, ma non solo. Rassicura e conforta i genitori nei momenti difficili, quando sono stanchi e quando sopraggiungono dubbi e ansie, e fornisce il suo aiuto nel creare una rete di sostegno che permetta alla madre di avere tutti gli strumenti per non rimanere sola di fronte a un problema.

Può farsi accompagnare da una doula qualunque donna o coppia che ne faccia la richiesta, prima di concepire un bambino, in gravidanza, poco prima del parto o dopo il parto, ma anche in caso di adozione, oppure in caso di aborto spontaneo o non per un sostegno emotivo e pratico.


 Per chi volesse approfondire la trovate a Una Doula per Amica

giovedì 29 marzo 2012

Vita d'asilo


Lavorando in un asilo nido capitano le cose più buffe e divertenti.
Con queste giornate caldissime, quasi da estate, passiamo molto tempo in giardino e ai bambini piace spogliarsi e sgambettare in giro con le gambine nude.
Tra i bimbi ci sono alcuni che ancora non parlano bene, ma dicono solo alcune parole alcune quasi incomprensibili. Altri invece hanno già una capacità di linguaggio molto sviluppata e a loro disposizione hanno  un sacco di termini che hanno imparato ad usare nella maniera più appropriata.
E i bambini così spesso ripetono quello che sentono in casa, usano espressioni e modi di dire dei genitori o dei parenti più vicini.
Specialmente una bambina che ogni tanto tira fuori delle espressioni nelle quali si sente tutta la sua famiglia, in particolar modo i nonni. E io l'adoro per questo!
L'altro giorno eravano in giadino, i bimbi distesi su un gran tappetone dove posso rotolarsi, stendersi e avere uno spazio più delimitato che può diventare un mondo fantastico. Quando siamo sul tappetone viene spontaneo togliersi le scarpe e calzini e godere dello stare a piedi nudi e , come dicevo prima, ultimamente si tolgono anche i pantaloni e si lasciano le gambe al fresco.
Parte A. a togliersi i pantaloni, arriva B. la bambina loquace, e chiede come mai A. si sia spogliata. Poi B. si distrae e nel frattempo A. si allontana dalla sua vista. Quando B. si gira di nuovo, si guarda un po' intorno ed esclama: "Oh  indov'è quella gnuda?"
Ho riso per mezz'ora! La adoro!

giovedì 1 dicembre 2011

Calendario dell'Avvento per bambini piccoli

Premessa: quest'anno questo blog dà un po' di matto.... anzi no, mi correggo è l'autrice del blog che dà di matto. Nel senso che sono sparita per mesi, per poi tornare e farne un uso prettamente da vetrina per poi adesso aver voglia di fare un post narrativo sul calendario dell'avvento.


Non metterò nessun tutorial su come fare un calendario dell'avvento, anche perchè- lo ammetto- non ne ho mai fatto uno... eh si, erano talmente belli quelli che si compravano al bazar di natale della Scuola Waldorf che non ho mai sentito la necessità di farne uno.

Poi quest'anno c'è stata una mezza rivoluzione, nel senso che mia figlia già più di un mese fa ha deciso che il suo calendario doveva essere quello pieno di cioccolatini, per fortuna eco e solidale, e stamattina ha aperto orgogliosissima la sua prima finestrella e mamma Soma ha deciso di regalarsi un "calendario" tutto speciale: una confezione di 24 tisane - Le tisane dell'Avvento appunto- una per ogni giorno fino ad arrivare a Natale... una coccola tutta per me!

Questo post nasce invece dalla voglia di condivisione del nostro calendario d'Avvento che stiamo facendo nel posto dove lavoro quest'anno.

2° premessa: quest'anno mi hanno offerto un lavoro in un asilo nido familiare. e fin'ora credo di star facendo uno dei più bei lavori del mondo. 6-7 bambini, dai 1 ai 3 anni per 3 giorni la settimana in un bellissimo ambiente familiare.

Poi, se avrò voglia, tempo e lo slancio giusto, magari racconterò anche qualcosina in più di questa meravigliosa esperienza.

Adesso mi premeva raccontare com'è il nostro calendario dell'Avvento.

I bambini fino ai 3 anni hanno ancora poco chiaro il senso del tempo che scorre, sono molto focalizzati sul presente e presentargli un calendario numerato ci sembrava che avesse veramente poco senso. Allora abbiamo costruito una casetta- per la precisione la persona con cui lavoro ha costruito una casetta- con materiali riciclati decorandola con addobbi natalizi.

La casetta ha una porticina dove tutte le sere passa un angiolino e lascia un dono dentro un sacchettino rosso. Il dono il più delle volte consiste in uvetta, mandarini, noci, mandorle... cose semplici amate dai bambini.

In questo modo abbiamo evitato la sequenzialità dei numeri, dando ugualmente la possibilità a bambini più piccoli di apprezzare e scoprire la magia dell'attesa del natale. Ad un bimbo piccolo non importa che data è oggi, ma capisce sicuramente che siamo in un momento speciale e non vede l'ora che arrivi il suo turno per aprire la porticina dell'angiolino.

Ovviamente unito alla casina dell'Avvento abbiamo fatto anche una bellissima spirale con 4 candele che abbiamo cominciato ad accendere ( una dopo l'altra fino ad accenderle tutte l'ultima settimana) già da lunedì scorso.

Ho sentito il desiderio di raccontare della casina perchè nel girellare su internet mi sono imbattuta in un paio di tutorial su come creare fantasmagorici calendari d'Avvento e poi di leggere alcuni commenti di mamme che dicevano di avere bambini troppo piccoli per impegnarsi in cotante imprese titaniche. Mi faceva perciò piacere dire che si può trasmettere lo spirito di questo momento un po' speciale anche a bambini piccoli e anche con piccole cose semlici: basta una casetta, un sacchettino e un angioletto porta doni.

Buon Avvento!