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lunedì 26 settembre 2016

Inserimenti

E' iniziato il nuovo anno e in questi giorni al nostro gruppo gioco nella natura si stanno facendo gli inserimenti.
Da quando ho cominciato questo lavoro ogni anno mi trovo ad accogliere nuove famiglie e nuovi bambini pronti a intraprendere l'esperienza di un "quasi" asilo nido.
Si perchè ho la fortuna di lavorare con i bambini del nido, ma in progetto di spazio gioco nella natura per qualche ora la mattina fino all'ora di pranzo quando i bambini tornano a casa.
Questo non toglie il fatto che non si facciano gli inserimenti. Anzi. Si fanno eccome ed è uno dei momenti più importanti nell'arco dell'anno.
Ma cos'è l'inserimento e cosa vuol dire? come ci si deve muovere durante l'inserimento?
e soprattutto chi si inserisce, il bambino o il genitore? in realtà direi un po' tutt'è due, anzi in realtà s'inseriscono anche un po' le maestre.
Accademicamente l'inserimento è quel periodo di tempo in cui il bambino si "abitua" a stare nel nuovo spazio senza la presenza del genitore, la mamma nella maggior parte dei casi, ed entra in relazione con la nuova figura adulta di riferimento ( la maestra).
E allora come rendere questo momento così delicato il più liscio possibile?

Vediamo di riassumere i punti più importanti.

Primo di tutti e forse la base su cui si deve poggiare questo momento è l'atteggiamento del genitore.
A quest'età i bambini sono tanto in connessione con i sentimenti e gli stati d'animo della mamma: è una semplice equazione vera nella maggior parte dei casi, mamma felice=figlio felice; mamma infelice/preoccupata/stressata etc= figlio capriccioso/infelice/irrequieto etc.
Perciò l'atteggiamento del genitore che porta il figlio al nido è di fondamentale importanza.
 E' importante che la mamma o il babbo non abbiano fretta di inserire il proprio bambino perchè deve tornare al più presto a lavorare ( lo so, la maggior parte delle situazioni lavorative non permettono di prendersi tanto tempo per questo; ma se avete la possibilità allora scegliete comunque il genitore che ha più tempo a disposizione) o perchè vuole ardentemente un po' di tempo libero per sè ( tranquilli, alla fine lo avrete) o per qualsiasi altro motivo. E' importante dare fiducia alle maestre a cui si affida il proprio pargolo, sicuri che state affidando il vostro "bene" più prezioso in mani sapienti che sanno compiere il loro lavoro in maniera professionale. So che spesso la prima reazione è quella di criticare il lavoro degli altri, specie di chi tratta con i nostri figli, ma un'atteggiamento di critica non porta beneficio nè a voi (il bambino avvertirà questo sentimento e "collaborerà" con questo rifiutando di affidarsi alla maestra) nè al lavoro della maestra ( non è mai piacevole lavorare con la sensazione di essere analizzati e criticati)
Perciò siate positivi e fiduciosi nelle maestre!

Altro punto di fondamentale importanza è quello di non crearsi nessuna aspettativa nei confronti di vostro figlio.
Spesso arrivano da noi genitori che descrivono i propri figli come molto socievoli, desiderosi del contatto con gli altri, poco "attaccati" a mamma e papà che credono che i loro figli non avranno nessunissima difficoltà ad inserirsi nel gruppo gioco o altri che credono che i loro figli invece ci metteranno tantissimo perchè timidi o poco abituati a stare con altri coetanei. Ecco per la mia esperienza di solito queste credenze vengono spesso puntualmente smentite. Perciò mamme e babbi fate spazio nella vostra mente e lasciate l'esperienza scuola a quei bellissimi individui che sono i vostri figli.

Detto questo come premessa arriviamo al giorno fatidico dell'inserimento. Come ci si comporta?

Ovviamente io vi dò solo dei suggerimenti, è chiaro che ogni scuola, ogni asilo nido o spazio gioco avrà le sue modalità e le maestre vi sapranno ben guidare in questo.
Nel nostro piccolo gruppo gioco si lascia molto spazio permettendo la presenza del genitore fin quando il bambino ne ha bisogno.
Questa presenza del genitore però dovrà avere la caratteristica di essere spettatore e non attore della situazione. E' importante che piano piano cambi appunto il punto di riferimento e che il bambino per quelle ore che passa in asilo "si dimentichi" di mamma o papà perché è riuscito a rilassarsi e a trovare un ambiente accogliente per lui/lei che lo soddisfa per i suoi bisogni e necessità.

La mamma se può siede in disparte,magari in una stanza diversa da quella del gioco o in un angolo di essa, in modo che possa essere vista dal bambino, ma senza interferire con il gioco o con gli altri bambini.
A questo proposito noi consigliamo alle mamme di portarsi un lavoretto da casa, semplice, tipo un lavoro ai ferri, uncinetto, ricamo o qualsiasi cosa sappiano fare manualmente - a volte basta semplicemente fare dei gomitoli con la lana filata - in modo da essere impegnate ma poter rispondere al "ritorno" momentaneo del proprio cucciolo.

E' importante essere presenti per i propri figli, se questi sentono la necessità di riavvicinarsi per un momento, senza incitarli ad andare se loro non vogliono o spingerli in nessun modo.
E' importante anche cercare di essere il più silenziose possibile e lasciare alle maestre lo spazio per parlare, cantare e invitare il bimbo o la bimba ad inserirsi nell'attività in corso.

Per tutte le necessità del bambino - acqua, pipì o quant'altro- è opportuno invitare il bambino a rivolgersi alla maestra che saprà risolvere la questione.

Questo per una mamma, abituata fin'ora a soddisfare tutte le necessità del proprio figlio può essere un compito arduo, ma è importante proprio "fare un passo indietro" e "lasciare la palla" alla maestra.

Dall'altra parte le maestre devono saper "vedere" il bambino che si sta inserendo e lasciargli il tempo necessario di fare questo piccolo-grande passo, senza tirarlo o costringerlo a lasciare andare la mamma prima del tempo.
La fiducia dev'essere anche e sopratutto da parte del bambino nei confronti dell'educatrice e se questa non ha saputo rispettare i tempi del piccolo, sarà una partenza storta.

Ognuno perciò deve fare la sua parte e se tutti agiscono per il meglio, l'anno sarà un successo!




giovedì 8 settembre 2016

Maternità moderna



Oggi sono in vena di fare polemica. Si. Ogni tanto ci vuole.
La mia polemica riguarda la maternità oggi. La maternità delle donne lavoratrici.
Mi sembra che le donne oggi arrivino a fare figli perchè "si deve", perchè dopo il percorso classico de: laurea, lavoro, matrimonio, casa, non ci sia altro da fare sulla lista della spesa che un figlio.
E fin qui niente di male, è bellissimo avere un figlio, un'esperienza unica che ti cambia la vita. E allora permettiamo fino in fondo all'esperienza di cambiarci la vita.
Sembra invece che la tendenza ultimamente, almeno tra le donne primipare che mi capita di incontrare, sia quella di fare un figlio giusto per mettere una spunta nell'esperienze di vita. Ok, ma un figlio non è un peluche! Quel bel batuffolino tutto latte e pannolini, pian piano crescerà e diventerà un individuo in tutto e per tutto. E allora, vogliamo dedicargli un po' del nostro tempo e del nostro amore a questo batuffolino? O vogliamo delegare nonni e educatrici del nido a fare questo delicatissimo lavoro?
Sembra che, una volta partorito e allattato giusto 3 mesi (perchè almeno 3 mesi si deve), le donne abbiamo una gran fretta di tornare al lavoro e già a 4-8 mesi del pupo, lo smollano dove possono e via di nuovo in ufficio. E il frugoletto in gestione ai nonni fino a che non lo prendono al nido.
Ora, devo fare una precisazione perchè altrimenti rischio di essere fraintesa e letta come una che non capisce in che situazione critica si muove il mondo lavorativo italiano. Lo so. La conosco la situazione del lavoro. Lo so che è difficile trovarlo e una volta trovato è bene non perderlo. So tutto.
La mia polemica infatti non riguarda forse la stragrande maggioranza delle donne che DEVONO tornare a lavorare perchè sennò non arrivano a fine mese. No. Con loro sono super solidale e tanto di cappello per aver comunque avuto il coraggio di fare un figlio.
No. Io parlo di quelle coppie standard ( e in Italia ce ne sono parecchie) che dopo 10 anni di fidanzamento, matrimonio, 10 anni di buon lavoro di entrambi,casa di proprietà e tutti i fronzoli del caso, ad un certo punto decidono di fare un figlio- anche perchè sennò che si sono sposati a fare?!?- e appena fatto il figlio, nella donna scatta di nuovo la frenesia lavoro.
Ora, non mi venite a dire che dopo 10 anni non avete qualche risparmio da parte, che nel momento in cui avete pianificato il dolce evento non vi siete fatti due conti in tasca?
Ma come, appena avuto il pupo siete corsi a comprarvi il Suv perchè sennò vi mancava lo spazio per passeggini e ammennicoli e non avete pianificato la prospettiva di poter rimanere per un po' con un solo genitore che lavora a tempo pieno?
Non ci credo. Non ci voglio credere!
Dai, un figlio si fa e gli si dedica del tempo.
L'antroposofia dice che addirittura il bimbo dovrebbe stare a casa con la mamma fino a 4 anni! 4 anni! Ok, ammetto che vista la società in cui viviamo 4 anni sono un po' eccessivi. Ma 1 anno glielo vogliamo regalare a questa creatura? cos'è un anno in una vita intera? Nulla, se ci pensiamo bene. Ma in quell'anno avremmo fatto il più bel regalo che si può fare a un figlio e a noi stesse: gli avremmo regalato TEMPO. Tempo di stare con lei/lui, di osservare e godere dei suoi cambiamenti, dei suoi progressi, dei suoi primi passi, delle prime parole. Un tempo lento, scandito dai ritmi del bambino, un tempo dove le piccole cose sono le più belle. Un tempo che non tornerà.
E questa è maternità.



ps. la foto l'ho presa da www.mamme24.it

sabato 30 agosto 2014

Immagina di Fiorire


In questi giorni sto leggendo un libro di psicologia dove consigliano dei piccoli e semplici esercizi mentali da fare la sera prima di andare a dormire o in qualsiasi momento della giornata si trovi il tempo di dedicarsi pochi minuti.

Di questi esercizi ce n'è uno che mi ha particolarmente colpito e che vorrei condividere qui.

Immagina di Fiorire: immaginate ad occhi chiusi di essere come un albero, e che il vostro corpo si trasformi nella pianta che vi piace di più. Sentite la linfa che scorre per tutto il vostro corpo e immaginate che, ad un certo punto, incominciate a fiorire. 
Proverete una sensazione di benessere profondo nel sentirvi completamente ricoperti di fiori colorati. 


...da provare! ;)

mercoledì 11 luglio 2012

La competenza dei genitori

Da novembre scorso ho intrapreso un percorso di pedagogia steineriana, specifico al primo settennio. Ho sempre lavorato nella scuola steiner della zona, fin da quando Vera era piccina e la frequentava. Prima ero la mamma di cucina, poi tenevo i bambini il pomeriggio per chi aveva esigenze di stare più tempo a scuola e poi ho sostituito le varie maestre dell'asilo che per un motivo o per un altro mancavano.
Poi quest'anno ho lasciato la scuola waldorf per una collaborazione in un asilo nido familiare, non dichiaratamente steiner ma molto molto ispirato.
Tutto questo l'ho sempre fatto e lo faccio  con grande amore e passione. I bambini mi sono sempre piaciuti, ho sempre sentito che stare con loro mi veniva spontaneo ed era fonte di grande gioia.
Quest'anno ho deciso che era giunto il momento di approfondire anche la parte teorica e così ho cominciato questo corso.
Devo essere sincera, il corso l'ho cominciato con molti dubbi e perplessità, mi piace tanto la pedagogia steineriana, ma all'interno della scuola ho anche sempre notato tante cose che non mi piacevano o alle quali io non mi volevo uniformare...
Poi mi son detta che se dopo le prime lezioni avessi visto che non era una storia per me potevo sempre venire via... E invece più che andavo avanti con gli incontri più che mi innamoravo di tutte le materie proposte.
Pian piano ho capito che le omologazioni "da manuale" avvengono solo se tu vuoi diventare un bacchettone da manuale, se ti lasci travolgere dai dogmi, permetti ai dogmi di dettare legge e annulli te stesso e il tuo pensiero critico e costruttivo.
Ma se rimani comunque te stesso, questo percorso non può far altro che arricchirti, arricchirti come persona... perchè alla fine è un percorso che fai esclusivamente per te, per renderti una persona un pochino più luminosa in modo che tu possa avvicinarti un po di più alla luminosità dei bambini.
In questo percorso, durante l'ultimo incontro c'è stata una docente U.W. molto brava di pedagogia curativa che ha detto un paio di cose che mi piacerebbe condividere su queste pagine, con tutti quelli che vorranno leggerle...
Si parlava di bambini che magari passano un momento un po' particolare ( di aggressività, o di tristezza o di qualunque altra cosa) i cui i genitori sentono di aver bisogno di un aiuto esterno per aiutarli. La docente che lavora in Germania in un centro di pedagogia curativa ha detto una cosa che mi è parsa veramente molto molto bella.
Loro, nel loro centro, partono dalla convinzione che i genitori sono coloro i quali conoscono meglio il bambino e sono in potenza chi può aiutarlo maggiormente, in quanto l'anima del bambino ha scelto proprio come accompagnatori in questa esistenza e se ha fatto questa determinata scelta è proprio perchè loro possono maggiormente aiutarlo.
Quando ho sentito queste parole, e tutte le volte che lo racconto, sale dentro di me un brivido... è una cosa che mi tocca profondamente.
Molto spesso si pensa o si è pensato che i genitori non siano capaci, non siano competenti nei riguardi dei propri figli. Molto spesso si accusano i genitori di non conoscere i proprio figli e di non sapere come prenderli ( e molto spesso i genitori si "accomodano" e si giustificano dietro queste scuse). Invece i genitori sono colori i quali possono maggiormente aiutare i proprio figli proprio perchè scelti da quest'ultimi.
La trovo una dichiarazione bellissima e una verità sconfinata. Finalmente si restituisce un po' di competenza ai genitori e si fanno entrata come parte attiva nell'educazione e nella cura dei loro cuccioli.
Tant'è che U. diceva che il suo lavoro stava tutto nel portare un'altra visione del bambino ai genitori, in modo che loro potessero avere un'illuminazione su come e cosa fare con lui/lei.
Ci ha lasciato anche un esercizio da fare per i bambini: trovare uno spazio e un momento di calma, chiudere gli occhi e respirare profondamente, lasciare da parte pensieri e preoccupazioni creando uno spazio di calma e tranquillità. In questo spazio di calma far entrare l'immagine del bambino o la sensazione del bambino e tenerla lì il più a lungo possibile, senza cercare soluzioni o intuizioni, semplicemente tenere la sensazione lì.
Semplice, quasi banale, ma di grande effetto... provare per credere!

Nella foto, la bambola creata al corso... una bella cucciolotta morbidosa!

venerdì 15 giugno 2012

Il regalo per le maestre

Erano giorni che volevo scrivere questo post...
Purtroppo nelle ultime settimane ho avuto tante di quelle cose da fare che facevo fatica anche a trovare il tempo per accendere il computer e controllare la casella di posta.
Ma di questo volevo parlare, perchè mi stava particolarmente a cuore, perchè io mi sono presa l'incarico di farlo e perchè non mi sarei mai aspettata reazioni del genere...
Da quest'anno non siamo più alla scuola waldorf, ma per varie ragioni siamo entrati nel fantastico mondo della scuola statale. Si proprio quella scuola con il progetto "senza zaino" che un paio di anni fa avevo definito nemmeno troppo bene...
Beh, diciamo che in parte mi sono ricreduta. E' stato un anno molto positivo, abbiamo avuto la stragrande fortuna di trovare due brave maestre ben affiatate tra di loro che hanno saputo trasmettere ai bambini anche un po' di umanità e non solo nozioni scolastiche.
A fronte di tutto questo, ho proposto agli altri genitori della classe di concludere l'anno con un piccolo regalo per ringraziarle del lavoro fatto con i nostri figli.
Hanno passato quasi più tempo loro con Vera che io, mi sembrava più che doveroso dire "Grazie".
Doveva essere un simbolo, non un regalo, un gesto che significava :"Sai oggi pomeriggio ho pensato a te e a tutti quei giorni che hai passato con mia figlia. Mi sono fermata in questo bel vivaio e ti ho comprato una piantina per dirti: Grazie."
I genitori degli altri bimbi sono stati tutti d'accordo sul partecipare al regalo. Poi qualcuno ha lanciato la proposta di coinvolgere anche l'altra classe I, dato che le maestre sono le stesse.
E a quel punto è arrivato lo stupore e la non comprensione. Gli altri genitori non solo non erano d'accordo ( non tutti ma buona parte), ma c'è anche chi ha perentoriamente detto che se avessero partecipato anche solo alcuni della loro classe, loro volevano essere esclusi categoricamente da questa iniziativa perchè non la trovavano giusta, nè corretta.
Allora, io lo ammetto, ci sono rimasta proprio basita..
Com'era possibile una reazione del genere a un'idea che trovavo gentile e "umana".
Oggi giorno che hanno snaturato la scuola fino a renderla una sorta di azienda, dove un insegnate a inizio anno si deve prefiggere degli obiettivi indipendentemente dalla classe che avrà e guai se non li raggiunge!!
Una scuola dove si è perso completamente il senso di continuità delle maestre... elemento peraltro di fondamentale importanza per i bambini. A questa età ci vuole una- due figure di riferimento con le quali possano fare un cammino di crescita insieme che non si esaurisca solo in un anno. e per crescita intendo non solo quella intellettuale, ma anche quella sociale, umana.
In una scuola del genere che male c'è a riportare un po' di umanità e senso di gentilezza, facendo un regalino a fine anno alle maestre?

giovedì 3 maggio 2012

Il menù della festa


Mi sono accorta che nell’ultimo mese ho scritto più post che da quando ho aperto questo blog…
Non solo, ma c’è una trasformazione in atto, non più solo creazioni ma anche visioni, nel senso che prima preferivo guardare ma non commentare, adesso invece ho voglia di guardare e raccontare dal mio punto di vista quello che c’è. Fino a un po’ di tempo fa credevo che ormai le persone su un certo tipo di cammino( alimentazione naturale, giocattoli naturali, stile di vita naturale- no televisione, no videogames, etc- e una certa propensione ad una crescita spirituale) fossero in costante crescita se non una consistente fetta di popolazione.

Adesso invece mi sono accorta che siamo ancora pochi, molto pochi. Forse è stato dovuto al cambio scuola di Vera, ma sono entrata in un mondo che mi ha lasciato un po’ esterrefatta e ho deciso di dire la mia. Continuando a creare, voglio anche parlare… per chi avrà la voglia di leggere…

Oggi parliamo di alimentazione. L’alimentazione delle feste di compleanno.

 Sono reduce da un paio di feste di compleanno a dir poco devastanti. Tralascerò il mio pensiero sulla location scelta per questi compleanni - i gonfiabili – perché meriterebbe un post tutto dedicato, ma mi dedicherò principalmente sul “menù” di queste feste.
L’ultima festa a cui ho accompagnato Vera aveva un buffet composto da: panini ripieni di affettati, pizza, patatine, schiacciata, dolcetti di colori improbabili, torte che emanavano grassi solo a guardarle e chi ne ha più ne metta, il tutto innaffiato da coca cola, fanta e altre bevande sui generis. A conclusione della festa la torta per il soffio delle candeline era una roba matrimoniale a 3 piani con delle decorazioni fluorescenti.

Ora, io mi domando, ma non c’è un’alternativa????? Non si riesce a fare una festa dove ci siano delle cose più o meno sane da mangiare, che non costringano a bere 3 litri di acqua dopo ( per tutto il sale ingerito) e portino i figli ad essere schizzati ( per tutto lo zucchero bianco assunto). Bisogna veramente che le feste siano piene di schifezze???? Esiste il modo di festeggiare mangiano cibi buoni ma sani e non super deleteri per l’organismo e divertirsi ugualmente?

Beh, il mio proposito per quest’anno è questo: riuscire a creare una festa di compleanno carina, con un buffet sano e buono e portando anche dei giochi semplici e divertenti dove i bambini possano giocare senza l’ausilio di strutture di plastica alquanto bizzarre e – a parer mio – per niente reali.

Ci riuscirò??? Non lo so, non voglio sbilanciarmi in imprese titaniche, però di sicuro ci voglio provare! Ovviamente commenti e suggerimenti sono ben accetti.
A prestissimo!
Soma

giovedì 19 aprile 2012

I bambini, il ritmo e i suoi rituali


Il ritmo nei bambini è importantissimo.
Non solo nei bambini piccoli, ma anche in quelli più grandicelli.
Il ritmo aiuta un sano sviluppo degli organi interni e aiuta il bambino ad avere fiducia e rilassarsi nell'ambiente in cui si trova.
Quando Vera era piccola e ho cominciato a svezzarla la pediatra mi disse che era importantissimo che le dessi la pappa sempre alla solita ora così che si creasse una sorta di "abitudine" e di ritmo appunto e si potesse creare uno sviluppo sano della bambina.
Adesso, ad anni distanza, con un po' di esperienza come maestra di asilo e asilo nido, aggiungerei anche che sì è importante che l'ora sia sempre più o meno quella ( 5-10 minuti in più o in meno non fanno una gran differenza), ma la cosa importante per i bambini è creare dei rituali che accompagnino le esperienze del quotidiano.
Per rituali intendo canzoncine, filastrocche, storielle che vengano proposte insieme o prima della pappa, del bagnetto, della nanna.
Per esempio la giornata dell'asilo è piena di questi rituali. Prima di mangiare, ci sediamo a tavola e cantiamo una canzoncina accompagnata da semplici gesti per ringraziare la terra e i dono che ci ha dato. La canzone è sempre quella, 2 volte al giorno ( merenda e pranzo) e i bambini l'aspettano, la cantano e la mimano con gioia.
Lo stesso vale per il momento del lavaggio della mani. Appena viene intonata la canzoncina delle mani, alcuni bambini corrono come fulmini in bagno cominciando tutto il rituale del lavaggio mani ( tirare su le maniche, insaponare bene bene e sciacquare la mani).
Potrei portare esempi di questo tipo per tutta una mattinata. Il ritmo è fondamentale. E i suoi piccoli rituali lo sono altrettanto.
Ma attenzione il ritmo non vuol dire che bisogna essere rigidi, fare sempre le stesse cose alle stessa ora senza mai avere un attimo di respiro. Stare nel ritmo vuol dire semplicemente non cambiare le carte in tavola tutte le volte, ma cercare di tenere il più possibile la stessa disposizione,
Se per mettere a letto vostro figlio avete scelto di fargli il bagnetto, mettergli il pigiama, lavargli i denti e poi raccontargli una storia o cantargli una canzoncina, è importante che la sequenza sia sempre questa, perchè così lui ha modo di rilassarsi in questa sequenza di cose e saprà che dopo il pigiama ci sono ancora i denti da lavare. Sarà perciò quasi spontaneo, senza doverselo sentire ripetere da voi un sacco di volte, per lui prendere lo spazzolino e lavarsi i denti. E funzionerà ancora meglio se il tutto è accompagnato sempre dalla stessa una canzoncina o filastrocca.
La sera poi in cui siete a cena fuori e lui /lei si addormenta in macchina senza tutto il suo rituale non succederà nulla, oppure se per l'ora tarda si salta qualche fase non sarà grave; l'importante è, una volta tornati alla quotidianità, riprendere il ritmo di sempre.

A questo punto vorrei concludere con un semplicissimo giochino con le mani che i più piccoli adorano e che potete benissimo fare prima di pranzo.

Una mano è aperta con il palmo rivolto verso l'alto e con l'indice dell'altra mano si gira tutto intorno al palmo dicendo: "la gallina ha fatto l'uovo, coccodè!" " questo ( indicando il pollice della mano aperta) l'ha cotto; questo ( l'indice) l'ha rotto; questo ( medio) l'ha sbucciato; questo ( anulare) se l'è mangiato; e questo ( mignolo) tutto il piatto si è leccato! facendo passare il mignolo sul palmo della mano stessa.

Una cosa che rende il tutto ancora più godibile sono i suoi onomatopeici che potete aggiungere a i giochi. Io per esempio finisco sempre il giochino con uno slurp slurp del mignolo. Ma si può inventare qualsiasi cosa!

A presto

martedì 3 aprile 2012

Parto Naturale

 Oggi all'uscita di scuola di Vera ho assistito ad alcuni discorsi che mi hanno un po' rattristato...
C'era una mamma panciuta e altre con bimbi piccoli in braccio che parlavano dei loro parti ( entrambe le donne erano già al terzo o quarto figlio).
Insomma tutta la discussione verteva sul fatto che queste donne per tutti i loro figli hanno avuto un parto cesareo e discutevano sulla diversa durata dei vari cesarei da loro avuti.
Ecco questa cosa mi ha un po' lasciata basita... Lo so non si può generalizzare sui parti cesarei ci sono donne che ne hanno proprio bisogno per emergenza o situazioni in cui non si può proprio farne a meno, ma vedere una donna al 7°-8° mese di gravidanza parlare di come potrà essere il suo cesareo mi fa venire tristezza. Tristezza perchè oggigiorno c'è questa tendenza medica che se per il primo figlio ti hanno per qualche motivo tagliata, allora anche i figli successivi dovranno necessariamente nascere a quel modo...
E poi ci sono quelle donne che per paura di soffrire scelgono a priori un parto cesareo programmato.
Ma perchè??????
Ok partorire può essere doloroso, ma è anche una delle esperienze più belle dell'essere donna e poi mamma. Io ho partorito naturalmente in casa ed è stata un'esperienza veramente molto intensa, ma nello stesso tempo veramente bella. Ho capito cosa aveva provato mia madre nel mettermi al mondo e in un certo senso l'ho "perdonata", sono passata sull'altra sponda. Ho scoperto la fantastica resistenza del mio corpo e la mia capacità di rilassarmi e rimanere calma in un momento così ignoto, dove non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo e come e quanto forte.
Insomma se pur forte è un'esperienza di cui vado fiera e che rifarei senza esitazione ( anche perchè adesso so cosa succede ;P) se capitasse l'occasione.
E a proposito di parti naturali voglio segnalare il blog di un'amica che fa la doula, un mestiere antichissimo e di grande sostegno per le gestanti e le neo mamme.
Qua sotto un estratto dal suo blog sulla doula.




La doula

Che cos'è una Doula?
La doula è una donna che sceglie di fare un lavoro su di sé per accrescere la sua consapevolezza e le sue capacità di ascolto, in modo da poter essere di sostegno alla madre e alla coppia in gravidanza, durante il parto e dopo il parto.
Il suo lavoro consiste nell’instaurare una relazione empatica e di fiducia con la donna in modo da poter fornire un aiuto pratico e un supporto emotivo alla madre nel momento in cui ne ha bisogno.
Uno dei ruoli più importanti della doula è quello di ascoltare e aiutare la donna ad avere il parto che desidera, senza influenzarla nelle sue scelte, ma aiutandola a trovare le informazioni che le servono.
La doula assiste la donna durante il travaglio e il parto, offrendo il suo sostegno in maniera empatica e continuativa, appoggiando i desideri della donna in travaglio.
Dopo il parto, la doula si propone come un vero e proprio aiuto concreto nella vita quotidiana. Attraverso la sua presenza, fornisce supporto alla madre e sostegno nell’allattamento, ma non solo. Rassicura e conforta i genitori nei momenti difficili, quando sono stanchi e quando sopraggiungono dubbi e ansie, e fornisce il suo aiuto nel creare una rete di sostegno che permetta alla madre di avere tutti gli strumenti per non rimanere sola di fronte a un problema.

Può farsi accompagnare da una doula qualunque donna o coppia che ne faccia la richiesta, prima di concepire un bambino, in gravidanza, poco prima del parto o dopo il parto, ma anche in caso di adozione, oppure in caso di aborto spontaneo o non per un sostegno emotivo e pratico.


 Per chi volesse approfondire la trovate a Una Doula per Amica

giovedì 1 dicembre 2011

Calendario dell'Avvento per bambini piccoli

Premessa: quest'anno questo blog dà un po' di matto.... anzi no, mi correggo è l'autrice del blog che dà di matto. Nel senso che sono sparita per mesi, per poi tornare e farne un uso prettamente da vetrina per poi adesso aver voglia di fare un post narrativo sul calendario dell'avvento.


Non metterò nessun tutorial su come fare un calendario dell'avvento, anche perchè- lo ammetto- non ne ho mai fatto uno... eh si, erano talmente belli quelli che si compravano al bazar di natale della Scuola Waldorf che non ho mai sentito la necessità di farne uno.

Poi quest'anno c'è stata una mezza rivoluzione, nel senso che mia figlia già più di un mese fa ha deciso che il suo calendario doveva essere quello pieno di cioccolatini, per fortuna eco e solidale, e stamattina ha aperto orgogliosissima la sua prima finestrella e mamma Soma ha deciso di regalarsi un "calendario" tutto speciale: una confezione di 24 tisane - Le tisane dell'Avvento appunto- una per ogni giorno fino ad arrivare a Natale... una coccola tutta per me!

Questo post nasce invece dalla voglia di condivisione del nostro calendario d'Avvento che stiamo facendo nel posto dove lavoro quest'anno.

2° premessa: quest'anno mi hanno offerto un lavoro in un asilo nido familiare. e fin'ora credo di star facendo uno dei più bei lavori del mondo. 6-7 bambini, dai 1 ai 3 anni per 3 giorni la settimana in un bellissimo ambiente familiare.

Poi, se avrò voglia, tempo e lo slancio giusto, magari racconterò anche qualcosina in più di questa meravigliosa esperienza.

Adesso mi premeva raccontare com'è il nostro calendario dell'Avvento.

I bambini fino ai 3 anni hanno ancora poco chiaro il senso del tempo che scorre, sono molto focalizzati sul presente e presentargli un calendario numerato ci sembrava che avesse veramente poco senso. Allora abbiamo costruito una casetta- per la precisione la persona con cui lavoro ha costruito una casetta- con materiali riciclati decorandola con addobbi natalizi.

La casetta ha una porticina dove tutte le sere passa un angiolino e lascia un dono dentro un sacchettino rosso. Il dono il più delle volte consiste in uvetta, mandarini, noci, mandorle... cose semplici amate dai bambini.

In questo modo abbiamo evitato la sequenzialità dei numeri, dando ugualmente la possibilità a bambini più piccoli di apprezzare e scoprire la magia dell'attesa del natale. Ad un bimbo piccolo non importa che data è oggi, ma capisce sicuramente che siamo in un momento speciale e non vede l'ora che arrivi il suo turno per aprire la porticina dell'angiolino.

Ovviamente unito alla casina dell'Avvento abbiamo fatto anche una bellissima spirale con 4 candele che abbiamo cominciato ad accendere ( una dopo l'altra fino ad accenderle tutte l'ultima settimana) già da lunedì scorso.

Ho sentito il desiderio di raccontare della casina perchè nel girellare su internet mi sono imbattuta in un paio di tutorial su come creare fantasmagorici calendari d'Avvento e poi di leggere alcuni commenti di mamme che dicevano di avere bambini troppo piccoli per impegnarsi in cotante imprese titaniche. Mi faceva perciò piacere dire che si può trasmettere lo spirito di questo momento un po' speciale anche a bambini piccoli e anche con piccole cose semlici: basta una casetta, un sacchettino e un angioletto porta doni.

Buon Avvento!

giovedì 8 settembre 2011

Pensieri sparsi di una sera di fine estate



Devo ammetterlo, ho latitato un bel pò da questo spazio... e come ogni anno dopo il lungo periodo di latitanza mi domando se ho voglia veramente di continuare a scrivere o no. La risposta è che in realtà non lo so, non lo so nemmeno io perchè ho aperto questo spazio, perchè ci scrivo e quale "impostazione" gli voglio dare.

La verità è che a volte mi piace scrivere di quello che mi succede, mostrare le cose che faccio e far vedere quanto sono "brava"; altre volte invece mi sento abbastanza stupida nel fare tutto ciò, mi dico che a dei perfetti estranei quali sono i navigatori che passano di qua non gliene può fregare niente di quello che scrivo io, non mi piacciono le foto, non mi piacciono le cose che faccio etc.... insomma vado proprio down.

Ammiro quei blogger che riescono a fare gran sfoggio di sè e della propria vita, quelli che riescono a fare un post anche sulle foglie che cadono in autunno, sulle pulci del proprio cane o su quanto sono belli e bravi i loro figli.... Vorrei riuscirci anch'io. Oppure vorrei essere sagace e saper scrivere ironicamente su quello che mi capita nella vita...

E' che poi mi blocco e mi domando se veramente voglio condividere tutto questo con tutti e con nessuno. Ancora adesso non so se questo post rimarrà nei meandri dell'archivio di blogger tra i "non pubblicati" o avrò il coraggio di condividerlo.

Sono stata ad una festa di bambini oggi pomeriggio e le chiacchiere con i vari genitori mi hanno lasciato un po' l'amaro in bocca...

Credo che essere un genitore sia uno dei compiti più belli e allo stesso tempo più difficili che la vita ti possa mettere davanti. Cerchi sempre di fare il meglio per farli stare bene/vederli felici/dargli cose migliori di quelle che hai avuto tu e poi quando tutto s'incastra ti domandi: "ma starò veramente facendo qualcosa di sano per mia figlia, o sto facendo solo un gran casino?"


Va beh, è una serata un po' così... domani andrà meglio...