sabato 8 ottobre 2016

Le Fiabe di Flaminia - filastrocche e giochi ritmici

Da circa una settimana ho deciso di lanciarmi in un nuovo progetto: un canale Youtube dove condividere filastrocche e giochi ritmici con le dita.

Era da tempo che ci pensavo. Quest'estate una mamma conosciuta in campeggio mi aveva chiesto di poter imparare le filastrocche che le avevo insegnato e scherzando aveva detto se mi andava di fare un video...

E l'idea ha iniziato a girare in testa... all'inizio non ci potevo neanche pensare: io in un video? e poi mi devo anche riguardare? ma neanche per tutto l'oro del mondo!
Poi però mi continuava a stuzzicare la storia di poter "insegnare" simpatiche filastrocche ai genitori da proporre ai loro figli
Pensa che ti ripensa alla fine mi sono buttata!

Ed ecco che è nato:  Le Fiabe di Flaminia

Un canale per genitori, educatori e tutti coloro che hanno voglia di imparare piccoli intrattenimenti da fare con i bimbi.

Qui trovate il primo video. Fritta Fratta
Buona visione!



giovedì 29 settembre 2016

Vegan Muffin di Banane e Cioccolato


Questa è la ricetta più facile e veloce che abbia mai fatto e forse quella che ultimamente mi ha dato enormi soddisfazioni.
A volte basta veramente poco per grandi risultati, almeno in cucina!

Ricordate o forse no, poco importa, della sfida fatta anni fa chiamata "una torta al mese"?
Beh, la sfida chiedeva di sfornare una torta al mese, fotografarla e postare la ricetta. Tutto questo per un anno.
Io mi sono ovviamente iscritta e ho fatto...2 torte... forse 3.
Pochine.
Sono passati diversi anni da quell'esperimento e quasi quasi mi è venuta voglia di finirlo... della serie "meglio tardi che mai"
Perciò ecco qua settembre!

Avete poco tempo a disposizione, pochi ingredienti nella dispensa e un paio di banane mooolto mature? questa è la ricetta giusta!

VEGAN MUFFIN  DI BANANE E CIOCCOLATO

Ingredienti:
2 o 3 banane molto mature
40 ml olio di semi ( io di solito uso quello di riso)
50 ml acqua
200 gr farina bianca
50 gr farina integrale
100 gr zucchero di canna grezzo
20 gr cacao amaro
1/2 bustina di lievito per dolci


Procedimento:
In una ciotola mescolare gli ingredienti secchi: farina, lievito, cacao e zucchero. In un altra frullare le banane con l'olio e l'acqua fino a che tutto si amalgami uniformemente. Poi unire i due composti insieme mescolando bene per evitare che si formino grumi. Oliare gli stampi da muffin e infornare tutto a 180° per 45min
Quando sentite spargersi per tutta casa un piacevolissimo profumino di banana aspettate ancora un paio di minuti e spegnete il forno.
Decorate poi a vostro piacimento.
Io ho spennellato le punte con un po' di miele e li ho cosparsi di zuccherini colorati.

Buon appetito!




lunedì 26 settembre 2016

Inserimenti

E' iniziato il nuovo anno e in questi giorni al nostro gruppo gioco nella natura si stanno facendo gli inserimenti.
Da quando ho cominciato questo lavoro ogni anno mi trovo ad accogliere nuove famiglie e nuovi bambini pronti a intraprendere l'esperienza di un "quasi" asilo nido.
Si perchè ho la fortuna di lavorare con i bambini del nido, ma in progetto di spazio gioco nella natura per qualche ora la mattina fino all'ora di pranzo quando i bambini tornano a casa.
Questo non toglie il fatto che non si facciano gli inserimenti. Anzi. Si fanno eccome ed è uno dei momenti più importanti nell'arco dell'anno.
Ma cos'è l'inserimento e cosa vuol dire? come ci si deve muovere durante l'inserimento?
e soprattutto chi si inserisce, il bambino o il genitore? in realtà direi un po' tutt'è due, anzi in realtà s'inseriscono anche un po' le maestre.
Accademicamente l'inserimento è quel periodo di tempo in cui il bambino si "abitua" a stare nel nuovo spazio senza la presenza del genitore, la mamma nella maggior parte dei casi, ed entra in relazione con la nuova figura adulta di riferimento ( la maestra).
E allora come rendere questo momento così delicato il più liscio possibile?

Vediamo di riassumere i punti più importanti.

Primo di tutti e forse la base su cui si deve poggiare questo momento è l'atteggiamento del genitore.
A quest'età i bambini sono tanto in connessione con i sentimenti e gli stati d'animo della mamma: è una semplice equazione vera nella maggior parte dei casi, mamma felice=figlio felice; mamma infelice/preoccupata/stressata etc= figlio capriccioso/infelice/irrequieto etc.
Perciò l'atteggiamento del genitore che porta il figlio al nido è di fondamentale importanza.
 E' importante che la mamma o il babbo non abbiano fretta di inserire il proprio bambino perchè deve tornare al più presto a lavorare ( lo so, la maggior parte delle situazioni lavorative non permettono di prendersi tanto tempo per questo; ma se avete la possibilità allora scegliete comunque il genitore che ha più tempo a disposizione) o perchè vuole ardentemente un po' di tempo libero per sè ( tranquilli, alla fine lo avrete) o per qualsiasi altro motivo. E' importante dare fiducia alle maestre a cui si affida il proprio pargolo, sicuri che state affidando il vostro "bene" più prezioso in mani sapienti che sanno compiere il loro lavoro in maniera professionale. So che spesso la prima reazione è quella di criticare il lavoro degli altri, specie di chi tratta con i nostri figli, ma un'atteggiamento di critica non porta beneficio nè a voi (il bambino avvertirà questo sentimento e "collaborerà" con questo rifiutando di affidarsi alla maestra) nè al lavoro della maestra ( non è mai piacevole lavorare con la sensazione di essere analizzati e criticati)
Perciò siate positivi e fiduciosi nelle maestre!

Altro punto di fondamentale importanza è quello di non crearsi nessuna aspettativa nei confronti di vostro figlio.
Spesso arrivano da noi genitori che descrivono i propri figli come molto socievoli, desiderosi del contatto con gli altri, poco "attaccati" a mamma e papà che credono che i loro figli non avranno nessunissima difficoltà ad inserirsi nel gruppo gioco o altri che credono che i loro figli invece ci metteranno tantissimo perchè timidi o poco abituati a stare con altri coetanei. Ecco per la mia esperienza di solito queste credenze vengono spesso puntualmente smentite. Perciò mamme e babbi fate spazio nella vostra mente e lasciate l'esperienza scuola a quei bellissimi individui che sono i vostri figli.

Detto questo come premessa arriviamo al giorno fatidico dell'inserimento. Come ci si comporta?

Ovviamente io vi dò solo dei suggerimenti, è chiaro che ogni scuola, ogni asilo nido o spazio gioco avrà le sue modalità e le maestre vi sapranno ben guidare in questo.
Nel nostro piccolo gruppo gioco si lascia molto spazio permettendo la presenza del genitore fin quando il bambino ne ha bisogno.
Questa presenza del genitore però dovrà avere la caratteristica di essere spettatore e non attore della situazione. E' importante che piano piano cambi appunto il punto di riferimento e che il bambino per quelle ore che passa in asilo "si dimentichi" di mamma o papà perché è riuscito a rilassarsi e a trovare un ambiente accogliente per lui/lei che lo soddisfa per i suoi bisogni e necessità.

La mamma se può siede in disparte,magari in una stanza diversa da quella del gioco o in un angolo di essa, in modo che possa essere vista dal bambino, ma senza interferire con il gioco o con gli altri bambini.
A questo proposito noi consigliamo alle mamme di portarsi un lavoretto da casa, semplice, tipo un lavoro ai ferri, uncinetto, ricamo o qualsiasi cosa sappiano fare manualmente - a volte basta semplicemente fare dei gomitoli con la lana filata - in modo da essere impegnate ma poter rispondere al "ritorno" momentaneo del proprio cucciolo.

E' importante essere presenti per i propri figli, se questi sentono la necessità di riavvicinarsi per un momento, senza incitarli ad andare se loro non vogliono o spingerli in nessun modo.
E' importante anche cercare di essere il più silenziose possibile e lasciare alle maestre lo spazio per parlare, cantare e invitare il bimbo o la bimba ad inserirsi nell'attività in corso.

Per tutte le necessità del bambino - acqua, pipì o quant'altro- è opportuno invitare il bambino a rivolgersi alla maestra che saprà risolvere la questione.

Questo per una mamma, abituata fin'ora a soddisfare tutte le necessità del proprio figlio può essere un compito arduo, ma è importante proprio "fare un passo indietro" e "lasciare la palla" alla maestra.

Dall'altra parte le maestre devono saper "vedere" il bambino che si sta inserendo e lasciargli il tempo necessario di fare questo piccolo-grande passo, senza tirarlo o costringerlo a lasciare andare la mamma prima del tempo.
La fiducia dev'essere anche e sopratutto da parte del bambino nei confronti dell'educatrice e se questa non ha saputo rispettare i tempi del piccolo, sarà una partenza storta.

Ognuno perciò deve fare la sua parte e se tutti agiscono per il meglio, l'anno sarà un successo!




giovedì 8 settembre 2016

Maternità moderna



Oggi sono in vena di fare polemica. Si. Ogni tanto ci vuole.
La mia polemica riguarda la maternità oggi. La maternità delle donne lavoratrici.
Mi sembra che le donne oggi arrivino a fare figli perchè "si deve", perchè dopo il percorso classico de: laurea, lavoro, matrimonio, casa, non ci sia altro da fare sulla lista della spesa che un figlio.
E fin qui niente di male, è bellissimo avere un figlio, un'esperienza unica che ti cambia la vita. E allora permettiamo fino in fondo all'esperienza di cambiarci la vita.
Sembra invece che la tendenza ultimamente, almeno tra le donne primipare che mi capita di incontrare, sia quella di fare un figlio giusto per mettere una spunta nell'esperienze di vita. Ok, ma un figlio non è un peluche! Quel bel batuffolino tutto latte e pannolini, pian piano crescerà e diventerà un individuo in tutto e per tutto. E allora, vogliamo dedicargli un po' del nostro tempo e del nostro amore a questo batuffolino? O vogliamo delegare nonni e educatrici del nido a fare questo delicatissimo lavoro?
Sembra che, una volta partorito e allattato giusto 3 mesi (perchè almeno 3 mesi si deve), le donne abbiamo una gran fretta di tornare al lavoro e già a 4-8 mesi del pupo, lo smollano dove possono e via di nuovo in ufficio. E il frugoletto in gestione ai nonni fino a che non lo prendono al nido.
Ora, devo fare una precisazione perchè altrimenti rischio di essere fraintesa e letta come una che non capisce in che situazione critica si muove il mondo lavorativo italiano. Lo so. La conosco la situazione del lavoro. Lo so che è difficile trovarlo e una volta trovato è bene non perderlo. So tutto.
La mia polemica infatti non riguarda forse la stragrande maggioranza delle donne che DEVONO tornare a lavorare perchè sennò non arrivano a fine mese. No. Con loro sono super solidale e tanto di cappello per aver comunque avuto il coraggio di fare un figlio.
No. Io parlo di quelle coppie standard ( e in Italia ce ne sono parecchie) che dopo 10 anni di fidanzamento, matrimonio, 10 anni di buon lavoro di entrambi,casa di proprietà e tutti i fronzoli del caso, ad un certo punto decidono di fare un figlio- anche perchè sennò che si sono sposati a fare?!?- e appena fatto il figlio, nella donna scatta di nuovo la frenesia lavoro.
Ora, non mi venite a dire che dopo 10 anni non avete qualche risparmio da parte, che nel momento in cui avete pianificato il dolce evento non vi siete fatti due conti in tasca?
Ma come, appena avuto il pupo siete corsi a comprarvi il Suv perchè sennò vi mancava lo spazio per passeggini e ammennicoli e non avete pianificato la prospettiva di poter rimanere per un po' con un solo genitore che lavora a tempo pieno?
Non ci credo. Non ci voglio credere!
Dai, un figlio si fa e gli si dedica del tempo.
L'antroposofia dice che addirittura il bimbo dovrebbe stare a casa con la mamma fino a 4 anni! 4 anni! Ok, ammetto che vista la società in cui viviamo 4 anni sono un po' eccessivi. Ma 1 anno glielo vogliamo regalare a questa creatura? cos'è un anno in una vita intera? Nulla, se ci pensiamo bene. Ma in quell'anno avremmo fatto il più bel regalo che si può fare a un figlio e a noi stesse: gli avremmo regalato TEMPO. Tempo di stare con lei/lui, di osservare e godere dei suoi cambiamenti, dei suoi progressi, dei suoi primi passi, delle prime parole. Un tempo lento, scandito dai ritmi del bambino, un tempo dove le piccole cose sono le più belle. Un tempo che non tornerà.
E questa è maternità.



ps. la foto l'ho presa da www.mamme24.it

giovedì 7 gennaio 2016

Maionese Vegan

Avete mai provato la maionese vegan? E' assolutamente strepitosa e facilissima da fare! Ma c'è di più... monta sempre! Non è come quella tradizionale che bisogna fare molta ma molta attenzione altrimenti l'uovo si offende e col cavolo che viene, quella vegan non si offende per niente ;) e tutte le volte viene buonissima.
E' il mio cavallo di battaglia per tutte le cene che organizzo con amici e parenti e piace sempre a tutti!
E' per questo che ho deciso di condividere qui la ricetta.

http://cdn.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2014/11/Maionese-vegana.jpg

Maionese vegan

Ingredienti:
1 porzione di latte di soia
2 porzioni scarse di olio di semi (olia, mais, riso, etc)
1/2 limone
sale q.b.
curcuma a piacere

Procedimento: Frullate tutti gli ingredienti con un blender a immersione per qualche minuto e il gioco è fatto!
Adesso potete godervi la vostra maionese da sola, sul pane, accompagnandola a delle verdure crude o dove più vi piace.

domenica 3 gennaio 2016

Rimedi natuali

 http://veki.club/wp-content/uploads/2014/10/influenza2.jpg

Sono i primi giorni del nuovo anno e siamo già a curarci dall'influenza. In realtà più che influenza è una bella bronchitina e visto che M. non riesce neanche a dormire la notte da quanto tossisce e da tutto il muco che gli ostruisce le vie respiratorie, oggi ho tirato fuori il mio bel kit di rimedi omeopatici.
Lui mi ha detto che preferiva curarsi solo con l'alimentazione, ma io l'ho caldamente invitato ad assumere anche un rimedio in più così  da aiutare tutto il processo di guarigione.

Per ciò ecco qua la cura.
Alimentazione: dopo i bagordi di Natale e Capodanno, è meglio riprendere la retta via, specie se in presenza di disturbi ( in questo caso respiratori). Perciò eliminiamo l farine e gli zuccheri raffinati, le proteine di origine animale proprio non le prendiamo in considerazione e generosamente ci lasciamo curare da tutti quei vegetali a foglia larga. Perciò si a zuppe con cavoli di vario tipo, bietole, carote etc.
Tralasciamo per un po' le solanacee - tra l'altro non è neanche stagione - e perciò pomodori, melanzane, peperoni e patate rimangono fuori dalla tavola.  E' vero, le solanacee sono buonissime, io stessa stravedo per le melanzane, ma tendono a portare acidità e laddovè è presente un'infiammazione di acido nel corpo ce n'è già troppo perciò è bene ristabilire un equilibrio sano e aspettare momenti più propizi.
Possiamo invece includere un bel riso integrale accompagnato con un bel gomasio appena fatto.
E così procediamo per un paio di giorni osservando cosa succede.

Tisane e decotti:
accompagnamo la giornata con delle belle tisane. Per esempio, una che amo particolarmente è zenzero e limone. Si grattugia lo zenzero nell'acqua e lo si fa bollire per qualche minuto. Dopodichè si spegne il tutto e ci si strizza mezzo limone. Buona tisana!

Rimedi omeopatici: ed eccoci arrivati all'aspetto omeopatico. Oltre ad aver rovistato il mio kit di rimedi sono andata a spulciarmi diversi siti di omeopatia per capire quale fosse il rimedio più adatto a tosse e bronchite ed è venuto fuori Bryonia e Pulsatilla. Siccome io la seconda non ce l'ho, abbiamo cominciato dalla Bryonia, 3 granuli 3 volte al giorno.

A presto!

sabato 2 gennaio 2016

Buon 2016

Ogni tanto ci riprovo.
Ebbene si, ogni tanto (non troppo di frequente a dir la verità) ripenso al mio blog e mi torna la voglia di scriverci.
E così lo faccio.
E oggi auguro a tutti un Buon 2016 e auguro a me la possibilità di essere più attiva e di avere più cura di questo spazio... ce la faro? boh! speriamo :)

http://www.webdesignhot.com/wp-content/uploads/2011/12/Brightly-Colorful-Vector-Fireworks.jpg


sabato 30 agosto 2014

Immagina di Fiorire


In questi giorni sto leggendo un libro di psicologia dove consigliano dei piccoli e semplici esercizi mentali da fare la sera prima di andare a dormire o in qualsiasi momento della giornata si trovi il tempo di dedicarsi pochi minuti.

Di questi esercizi ce n'è uno che mi ha particolarmente colpito e che vorrei condividere qui.

Immagina di Fiorire: immaginate ad occhi chiusi di essere come un albero, e che il vostro corpo si trasformi nella pianta che vi piace di più. Sentite la linfa che scorre per tutto il vostro corpo e immaginate che, ad un certo punto, incominciate a fiorire. 
Proverete una sensazione di benessere profondo nel sentirvi completamente ricoperti di fiori colorati. 


...da provare! ;)

lunedì 25 agosto 2014

Filastrocca

Le filastrocche sono un bellissimo modo di parlare con i bambini.  Hanno dentro di sè un ritmo musicale che riesce a "parlare" ai bambini, molto meglio rispetto i nostri discorsi "da adulti".
Noi in asilo usiamo spesso le filastrocche per accompagnare momenti della giornata.
Questa è una che amo particolarmente.
La nostra merenda è di solito composta da frutta di stagione ( principalmente mele) e pane o gallette con la marmellata.
Tagliando le mele per orizzontale invece che per verticale ( in verticale si formano gli spicchi), verrà fuori una bella ruota di mela con al centro... una stella! La magia della natura ci sorprende sempre.
E perché non accompagnare le stelline della mela con una filastrocca?

"Quattro stelle ho visto passare, quattro stelline sul bordo del mare: una per me, una per te, una la chiede la figlia del re. La quarta la vuole il reuccio cattivo : grida, comanda, la vuole per sé! Ma la stellina resta a guardare e sorridendo si spegne nel mare."

Sarà una merenda ancora più dolce!

venerdì 22 agosto 2014

[Fiori di Bach] Eccesso




E nel ricominciare riprendiamo in mano anche il discorso sui Fiori di Bach.
Questa è la quinta categoria emozionale. Per qualsiasi informazione in più, consiglio o suggerimento, scrivetemi!


La quinta categoria emozionale dei fiori di Bach è quella degli Eccessi e i fiori che portano riequilibrio a questo tipo di emozioni sono cinque: Vervain, Vine, Chicory, Beech, Rock Water.

Gli Eccessi sono un'attitudine ad eccedere, lo dice la parola stessa, cioè a trattenere troppo a lungo un'emozione fino a farla diventare una "trappola" per sé stessi e per gli altri.
Alcuni di questi squilibri emozionali sono più tipici dei climi caldi, perchè anche l'eccessivo caldo è un eccesso, come ad esempio può diventarlo l'eccessivo entusiasmo, fino a sfociare nel fanatismo. Qui siamo in presenza di tipi o personalità molto energiche, che cristallizzano atteggiamenti emozionali esagerati fino a soffrirne. Il fisico somatizza questi eccessi attraverso l'innalzamento della pressione arteriosa, inviando appunto il messaggio che si sta "eccedendo" e che si è lontani dall'equilibrio. L'essere umano spesso è in fuga da sé stesso (realtà) e sono proprio gli stati emozionali a rendere palese questo fuga.....
E così è in eccesso emozionale chi vive troppo spesso nell'entusiasmo esagerato; chi abusa del proprio potere fino a diventare troppo autoritario; chi per paura di restare solo, fa di tutto per trattenere l'altro; chi pensa di sapere tutto e diventa intollerante agli altri; chi diventa rigido perchè vuol essere perfetto.

In questo modo si generano emozioni in disequilibrio del tipo:

Esagerare (vervain)



Non sapere mettere insieme amore e potere (vine)




Attaccamento (chicory)



Arroganza che sfocia nella rabbia (beech)




Rigidità di atteggiamenti (rock water)


mercoledì 20 agosto 2014

Ricominciare.





Ebbene si, ho voglia di ricominiciare. 
Ricominciare...ma da dove?
Riprendere le fila del discorso può non essere facile. 
Non so bene neanche io, so solo che ho voglia di riprendere a scrivere su queste pagine virtuali.
Lo definirei un nuovo inizio. Una cosa nuova in uno spazio già esistente. Con vecchi contenuti che voglio lasciare disponibili.
Spero questa volta di riuscire ad essere più assidua e costante. 
Consigli, suggerimenti, critiche (costruttive :P) sono bene accetti!

Stay tuned!

giovedì 9 agosto 2012

Asilo in rima...


 C’era una volta lontano nel bosco un asilino quasi nascosto.
Ci vivon sette nanetti e due fate e si fanno cose davvero incantate.
C’è un giardino grande grande dove si mangiano le ghiande, ma anche noci, mandorle e nocciole dopo i salti e le capriole.
C’è l’altalena per provare a volare e lo scivolo per divertirsi e scivolare.
Ogni tanto propone una fata di fare una bella passeggiata. 

Così partono insieme i nanetti pronti a fare mille passetti

Lungo il percorso si osserva ammirati tutti i
fiori che nascon sui prati. Ma anche farfalle,
libellule e formiche che diventan le nostre
amiche.












E quando fuori piove e fa freddo
bisogna mettersi in testa il berretto.
Oppure in casa ci va di restare e
con i gessetti possiamo disegnare.
E il mercoledì arriva il mugnaio
che ci porta tanta farina di
grano: lesti lesti infiliamo i
grembiulini per impastare buoni
panini







Ma chi sono questi nanetti tanto carini e un po’ furbetti?

C’è Filippo il principino che vuole sempre tenere il golfino. All’asilo ha
trovato un’amica speciale e sempre con lei lui vuole giocare.
Laura alla sua sciarpa è tanto
affezionata e non l’hai mai a
casa dimenticata. Le piacciono
tanto i fiori belli, gli
asciugamani rosa e anche i
cappelli.

Poi c’è Azzurra chiacchierona…
non le manca mai la parola ed è
una gran simpaticona. Con i
bimbi si lascia anche andare e
tante canzoni riesce a intonare.

E Ivon che tesor…impara a
dire tante parol. Mangia sempre
con passion e di pasta ne vuole
ancor!

Chiara è timida e riservata ma
non ha perso tempo da quando è
arrivata. I posticini più nascosti
lei ha scovato e un bel fratellino
nel frattempo è arrivato.

Marta vuol tante chioccioline
collezionare e sempre un peluche
con sé ha da portare. La nonna
spesso all’asilo la porta e lei è
contenta se ci mangiamo una
torta.

E poi abbiamo un bimbo
gagliardo che di nome fa
Gherardo. Di trattori è
appassionato ma che bel
bimbo beato! Vuole poi le
coccole della mamma per
poter fare la nanna
Un anno insieme abbiamo passato in questo posto
davvero incantato. A tutti i nanetti mandiamo
un bacino che si posi dritto sul cuoricino!


Questo è il ricordo che ho scritto  per i genitori del nostro asilo. Sono talmente soddisfatta della mia creazione che volevo condividerla anche qui.
Buon Agosto!

venerdì 27 luglio 2012

Bunny- Cuscinone Allattamento


Era da pasqua che aspettava di uscire dalla sua tana... e finalmente con un po' di ritardo ce l'ha fatta!!!!
Lo trovate in vendita su ebay e presto su misshobby

martedì 24 luglio 2012

Caprini

Erano tre anni che desideravo farlo, ma poi per un motivo o per un altro non è mai capitata l'occasione...fino alla scorsa settimana.
Mi sono svegliata quasi all'alba per essere pronta e attiva in "caciaia" quando comincia il lavoro. Ed è stata un'esperienza unica.
Ho degli amici che hanno un'azienda che produce formaggi caprini e da tempo avevo espresso il desiderio di assistere alla produzione del formaggio; loro per tutta risposta dissero che non permettevano di assistere ma se volevo avrei potuto partecipare attivamente al lavoro.
Meglio di così...potevo fare il formaggio!!!
E l'ho fatto.
Mi si sono aperte le porte di un mondo a me sconosciuto e mi è piaciuto tantissimo.
Vedere arrivare il latte caldo appena munto, metterlo in un grande pentolone e cominciare a cagliarlo. E poi lavorarlo, stando attenti a metterlo nelle forme nel modo giusto per far uscire tutto il siero.  E ancora, salate le tome lattiche e rigirare quelle in via di stagionatura.


E ricominciare da capo.
Affondare le mani e le braccia nel pentolone del formaggio caldo per romperlo in mille pezzettini è stato un momento quasi estatico. Una sensazione morbida e avvolgente che mi ha ricordato un po' l'utero materno: questa massa così imponente ma al contempo così fragile e delicata.
  

La giornata si è conclusa con la ricotta, il formaggio più leggero, più vellutato.
L'ho fatto tutto da sola e ne sono stata fiera.
Da oggi in poi mangerò formaggi con molta più soddisfazione

mercoledì 11 luglio 2012

La competenza dei genitori

Da novembre scorso ho intrapreso un percorso di pedagogia steineriana, specifico al primo settennio. Ho sempre lavorato nella scuola steiner della zona, fin da quando Vera era piccina e la frequentava. Prima ero la mamma di cucina, poi tenevo i bambini il pomeriggio per chi aveva esigenze di stare più tempo a scuola e poi ho sostituito le varie maestre dell'asilo che per un motivo o per un altro mancavano.
Poi quest'anno ho lasciato la scuola waldorf per una collaborazione in un asilo nido familiare, non dichiaratamente steiner ma molto molto ispirato.
Tutto questo l'ho sempre fatto e lo faccio  con grande amore e passione. I bambini mi sono sempre piaciuti, ho sempre sentito che stare con loro mi veniva spontaneo ed era fonte di grande gioia.
Quest'anno ho deciso che era giunto il momento di approfondire anche la parte teorica e così ho cominciato questo corso.
Devo essere sincera, il corso l'ho cominciato con molti dubbi e perplessità, mi piace tanto la pedagogia steineriana, ma all'interno della scuola ho anche sempre notato tante cose che non mi piacevano o alle quali io non mi volevo uniformare...
Poi mi son detta che se dopo le prime lezioni avessi visto che non era una storia per me potevo sempre venire via... E invece più che andavo avanti con gli incontri più che mi innamoravo di tutte le materie proposte.
Pian piano ho capito che le omologazioni "da manuale" avvengono solo se tu vuoi diventare un bacchettone da manuale, se ti lasci travolgere dai dogmi, permetti ai dogmi di dettare legge e annulli te stesso e il tuo pensiero critico e costruttivo.
Ma se rimani comunque te stesso, questo percorso non può far altro che arricchirti, arricchirti come persona... perchè alla fine è un percorso che fai esclusivamente per te, per renderti una persona un pochino più luminosa in modo che tu possa avvicinarti un po di più alla luminosità dei bambini.
In questo percorso, durante l'ultimo incontro c'è stata una docente U.W. molto brava di pedagogia curativa che ha detto un paio di cose che mi piacerebbe condividere su queste pagine, con tutti quelli che vorranno leggerle...
Si parlava di bambini che magari passano un momento un po' particolare ( di aggressività, o di tristezza o di qualunque altra cosa) i cui i genitori sentono di aver bisogno di un aiuto esterno per aiutarli. La docente che lavora in Germania in un centro di pedagogia curativa ha detto una cosa che mi è parsa veramente molto molto bella.
Loro, nel loro centro, partono dalla convinzione che i genitori sono coloro i quali conoscono meglio il bambino e sono in potenza chi può aiutarlo maggiormente, in quanto l'anima del bambino ha scelto proprio come accompagnatori in questa esistenza e se ha fatto questa determinata scelta è proprio perchè loro possono maggiormente aiutarlo.
Quando ho sentito queste parole, e tutte le volte che lo racconto, sale dentro di me un brivido... è una cosa che mi tocca profondamente.
Molto spesso si pensa o si è pensato che i genitori non siano capaci, non siano competenti nei riguardi dei propri figli. Molto spesso si accusano i genitori di non conoscere i proprio figli e di non sapere come prenderli ( e molto spesso i genitori si "accomodano" e si giustificano dietro queste scuse). Invece i genitori sono colori i quali possono maggiormente aiutare i proprio figli proprio perchè scelti da quest'ultimi.
La trovo una dichiarazione bellissima e una verità sconfinata. Finalmente si restituisce un po' di competenza ai genitori e si fanno entrata come parte attiva nell'educazione e nella cura dei loro cuccioli.
Tant'è che U. diceva che il suo lavoro stava tutto nel portare un'altra visione del bambino ai genitori, in modo che loro potessero avere un'illuminazione su come e cosa fare con lui/lei.
Ci ha lasciato anche un esercizio da fare per i bambini: trovare uno spazio e un momento di calma, chiudere gli occhi e respirare profondamente, lasciare da parte pensieri e preoccupazioni creando uno spazio di calma e tranquillità. In questo spazio di calma far entrare l'immagine del bambino o la sensazione del bambino e tenerla lì il più a lungo possibile, senza cercare soluzioni o intuizioni, semplicemente tenere la sensazione lì.
Semplice, quasi banale, ma di grande effetto... provare per credere!

Nella foto, la bambola creata al corso... una bella cucciolotta morbidosa!

giovedì 5 luglio 2012

[Fiori di Bach] Scoraggiamento

La quarta categoria emozionale dei fiori di Bach è quella dello Scoraggiamento e i fiori che portano riequilibrio a questo tipo di emozioni sono sette: Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willow, Oak.

Lo Scoraggiamento è un'attitudine a non aver fiducia in sé stessi. Qui in questa categoria siamo al clou dei Fiori di Bach. La vita di tutti si gioca sul potere personale e sull'autostima. E il potere personale, che corrisponde all'energia dello stomaco o 3 chakra che si voglia chiamare, è stato quasi per tutti nella vita duramente colpito. Dal 3° chakra ci relazioniamo con gli altri e se non ci sentiamo all'altezza e ci ritiriamo per orgoglio, la nostra energia può diminuire, oppure può diminuire l'energia dello stomaco anche quando ci sentiamo in colpa per un qualcosa che ci è stato vietato a cominciare dall'infanzia, e non osiamo andare oltre quel "divieto" (avendo fatto il pieno di morale).
E' da bambini che la nostra autostima si educa. E i bambini non possono sbagliare perchè non hanno una mente costruita come quella degli adulti; quando parlano ripetono quello che sentono dai genitori o dall'ambiente in cui vivono, quindi quando vengono redarguiti senza dar loro una spiegazione precisa, o quando vengono fatti stare zitti senza un motivo, ad es: perchè il genitore abusa del proprio ruolo perchè non sa dare le risposte giuste, il bambino si scoraggia perchè non si sente compreso e il suo potere personale si incrina e se non gli si pone rimedio si attirerà nella vita situazioni ripetitive a scapito della propria autostima appunto, che poi dovrà recuperare quando sarà adulto a sua volta.
Così ci saranno emozioni in eccesso relative al non sentirsi all'altezza nelle situazioni, al sentirsi in colpa, al non sapere delegare e farsi carico di troppa responsabilità, ad essere angosciati per non saper uscire dalle situazioni, a non sapere superare i traumi del passato, al sentirsi vittime degli altri in ogni situazione di vita, al farsi carico di eccessivi pesi fino a crollare.

In questo modo si generano emozioni in disequilibrio del tipo:


sentirsi falliti ed inutili (Larch)

vivere l'errore come una colpa (Pine)

identificarsi nel ruolo e perdere contatto con sé stesso (Elm)

sentirsi angosciati detto anche "sono alla frutta" (Sweet Chestnut)

scoraggiamento per un trauma irrisolto (Star of Bethlehem)

 sentirsi vittima di un destino ingiusto (Willow)

perdere di vista il naturale bisogno di riposo (Oak)


Per maggiori informazioni o consulenze private contatta magopala@gmail.com


A presto!
Soma

venerdì 22 giugno 2012

Rallentare

Avete mai provato a rallentare?
Ormai la velocità è una caratteristica principale della nostra vita quotidiana. Andiamo sempre di corsa e vorremmo avere più tempo a nostra disposizione durante il giorno per poter fare tutte le cose che dobbiamo o vogliamo fare.
Anch'io ultimamente sto girando come una trottola. Duemila impegni: vai di qua, corri di la e mai un momento per fermarsi e stare. Semplicemente stare. Mai un momento per non fare.
Avete mai provato a non fare niente? Avete mai provato a "perdere tempo": fare una passeggiata senza meta, giusto per il gusto di farla; fermarsi a vedere un tramonto, in questo momento dell'anno tra l'altro sono bellissimi; ammirare le sfumature colorate di un fiore o mangiare un piatto di pasta masticando lentamente per gustarlo tutto, assaporandolo fino in fondo.
E i bambini ci sono maestri in questo. Da loro possiamo imparare tantissimo.
Loro sono totalmente nel presente, vivono quello che c'è nel momento senza preoccuparsi di quello che sarà domani o di quello che è stato ieri. Un bambino che ammira un fiore, lo fa con tutto il suo essere. Lo guarda con gli occhi, con le mani... diventa tutt'uno con esso. E possono passare intere mezz'ore prima che l'esperienza si esaurisca e si passi a qualcos'altro.
Un bambino non ha orari, non ha impegni.
E questo è il mio proposito per i prossimi tempi.... rallentare. Respirare. Godere della vita e delle sue sfumature.
Buona estate!

venerdì 15 giugno 2012

Il regalo per le maestre

Erano giorni che volevo scrivere questo post...
Purtroppo nelle ultime settimane ho avuto tante di quelle cose da fare che facevo fatica anche a trovare il tempo per accendere il computer e controllare la casella di posta.
Ma di questo volevo parlare, perchè mi stava particolarmente a cuore, perchè io mi sono presa l'incarico di farlo e perchè non mi sarei mai aspettata reazioni del genere...
Da quest'anno non siamo più alla scuola waldorf, ma per varie ragioni siamo entrati nel fantastico mondo della scuola statale. Si proprio quella scuola con il progetto "senza zaino" che un paio di anni fa avevo definito nemmeno troppo bene...
Beh, diciamo che in parte mi sono ricreduta. E' stato un anno molto positivo, abbiamo avuto la stragrande fortuna di trovare due brave maestre ben affiatate tra di loro che hanno saputo trasmettere ai bambini anche un po' di umanità e non solo nozioni scolastiche.
A fronte di tutto questo, ho proposto agli altri genitori della classe di concludere l'anno con un piccolo regalo per ringraziarle del lavoro fatto con i nostri figli.
Hanno passato quasi più tempo loro con Vera che io, mi sembrava più che doveroso dire "Grazie".
Doveva essere un simbolo, non un regalo, un gesto che significava :"Sai oggi pomeriggio ho pensato a te e a tutti quei giorni che hai passato con mia figlia. Mi sono fermata in questo bel vivaio e ti ho comprato una piantina per dirti: Grazie."
I genitori degli altri bimbi sono stati tutti d'accordo sul partecipare al regalo. Poi qualcuno ha lanciato la proposta di coinvolgere anche l'altra classe I, dato che le maestre sono le stesse.
E a quel punto è arrivato lo stupore e la non comprensione. Gli altri genitori non solo non erano d'accordo ( non tutti ma buona parte), ma c'è anche chi ha perentoriamente detto che se avessero partecipato anche solo alcuni della loro classe, loro volevano essere esclusi categoricamente da questa iniziativa perchè non la trovavano giusta, nè corretta.
Allora, io lo ammetto, ci sono rimasta proprio basita..
Com'era possibile una reazione del genere a un'idea che trovavo gentile e "umana".
Oggi giorno che hanno snaturato la scuola fino a renderla una sorta di azienda, dove un insegnate a inizio anno si deve prefiggere degli obiettivi indipendentemente dalla classe che avrà e guai se non li raggiunge!!
Una scuola dove si è perso completamente il senso di continuità delle maestre... elemento peraltro di fondamentale importanza per i bambini. A questa età ci vuole una- due figure di riferimento con le quali possano fare un cammino di crescita insieme che non si esaurisca solo in un anno. e per crescita intendo non solo quella intellettuale, ma anche quella sociale, umana.
In una scuola del genere che male c'è a riportare un po' di umanità e senso di gentilezza, facendo un regalino a fine anno alle maestre?

sabato 26 maggio 2012

Tutorial- Uccellini di primavera in lana cardata

E dopo tanto chiacchierare, torniamo a creare!
Ricordate gli uccellini della giostrina fatta per un bambino appena nato?
Beh, dieci giorni fa è nato il fratellino di una bimba del mio asilo e insieme agli altri genitori gli abbiamo fatto diversi regali: una bella pianta per mamma e papà, simbolo di una vita che fiorisce; una bambola per la bimba grande, così che anche lei abbia il suo bebè da accudire; e per il piccino una giostrina-mobile da attaccare sopra la cullina.
Così mentre la facevo ho scattato un po' di foto per un bel tutorial!

Fare un uccellino è veramente facile, si fa in 5 minuti.


L'occorrente è minimo: lana cardata di due o tre colori più una piccola falda di quella grezza per la testolina, filo per cucire e ago.


Formare una pallina con la lana grezza.


Porre la pallina al centro di una delle falde colorate ( la più grande che avete scelto)


Chiudere la falda sulla pallina e chiudere con un filo, possibilmente dello stesso colore della lana, alla base della testina.


Poi aprite i due lembi della falda


E mettete gli altri pezzi di lana colorata all'interno del corpo dell'uccellino, ma per il verso opposto. In questo modo, gli abbiamo fatto le ali. A me piace metterne due di colori diversi, ma potete benissimo metterne solo uno. 
Poi più o meno ad un dito dalle ali chiudete di nuovo il corpo con un filo, nello stesso modo fatto per il collo.


Infine con un piccolo pezzo di lana, cucire il becco dell'uccellino. 


E poi ne potete fare quanti volete!

Buon lavoro e buon weekend!!!

martedì 22 maggio 2012

8 anni!



Sto per dire una banalità... ma quanto passa in fretta il tempo!!! Sembra ieri che ti stringevo... un fagottino tra le braccia...e adesso hai già otto anni! Otto anni sono tanti e sono pochi. Sei grande, ma sei ancora la mia piccola bimba. 
E io sono felice di essere la tua mamma!!!
E oggi pomeriggio si festeggia!!!
Tanti tanti auguri amore mio.