domenica 13 maggio 2012

Fiori di Salvia

Sono nata e cresciuta in città fino ai vent'anni. Fino ad allora la natura era qualcosa di presente ma assai distante dalla dimensione di cui io facevo parte. 
Poi negli ultimi 10 anni la vita è cambiata diverse volte e il contatto con la natura si è fatto più vicino.
Adesso abito in campagna ormai da quasi 4 anni e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, mi riapproprio di antiche conoscenze contadine o semplicemente mi rendo conto di quanto è piena di potere vitale la terra. Può essere un commento banale e scontato, è logico che la terra sia piena di vita, tutti lo sanno. Ma quello di cui parlo io è l'esperienza diretta, la vera esperienza quella sulla propria pelle.
Avete mai provato a lavorare la terra in un momento di stanchezza o di rabbia o di tormento o di qualsiasi cosa ci possa essere? E' totale rigenero.

Qualche giorno fa mi è capitato di essere sola a casa con mille cose casalinghe da fare: pulire, riassettare, stirare etc. 
Il mio stato d'animo non era dei più felici e tutte le prospettive di lavoro di certo non l'aiutavano ad ritrovare il perduto sorriso. 
In più il piccolo fazzoletto d'orto dietro casa languiva da giorni perchè le erbacce nell'ultimo mese di pioggia avevano sotterrato tutto quello che amici e conoscenti passando a trovarmi avevano piantato con tanto amore e dedizione.
Insomma non avevo voglia di fare nulla ed ero pure sul semi-depresso andante; non so bene cosa mi ha spinto all'orto, ma credo di aver fatto un pensiero che prima di tirarmi fuori da quello stato catatonico in cui ero finita, dovevo in tutti i modi risollevare anche le sorti del mio piccolo spazio vegetale.
E così, un po' per scappare dalle incombenze di casa un po' per spirito di pulizia meditativa mi sono ritrovata e strappare erbacce.

Ed è stato magico! Una vera e propria rinascita. Via via che permettevo alle mie insalatine di respirare di nuovo, anche il mio umore migliorava e il mio essere si rigenerava. Alla fine ero sudata con le mani tutte sporche di erba e terra, le unghie completamente nere e i capelli arruffati, ma avrei potuto passarci ancora molte ore. Ho sentito un contatto con la terra; è stato come se nel mentre che io toglievo erbacce Lei prendeva la mia "onda bassa" donandomi nuova vitalità.
Ho amato profondamente la terra in quel momento, Madre Terra.

Ho pensato a tutti i nonni contadini che si mantengono longevi e attivi proprio grazie alla loro devozione e lavoro alla Terra. Pensavo anche a quanto meravigliose sono le creazioni della natura: noi ci ispiriamo a lei e cerchiamo in qualche modo di imitarla o eguagliarla, ma non credo potremmo mai raggiungere la bellezza di uno zucchino o la simpatia di un'insalata o la morbida timidezza di una fragola...

Alla fine il mio orto era di nuovo visibile a occhio nudo, l'ho osservato e mi sono resa conto che era un po' come me: bello incasinato, piante sparse qua e là senza un ordine preciso, ma finalmente pulito!


E a conclusione del lavoro svolto ho portato un bellissimo mazzo di fiori di salvia nel nostro angolino delle stagioni.

3 commenti:

Laurence ha detto...

Grazie Soma per aver condiviso questo momento! Mi ricorda tantissimo la mia infanzia ed è esattamente quello che cerco per me e la mia bimba da un po' di anni. Purtroppo siamo al terzo piano di un palazzo e non abbiamo nessun fazzoletto di terra da curare, ma per me è essenziale, proprio per le ragioni che hai raccontato qui!
Un abbraccio!
Lau.

Soma ha detto...

beh, ti puoi sempre fare una bella gita da queste parti e venire a zappettare il mio orto!! non siamo proprio dietro l'angolo, ma neanche così lontane...
pensaci! a me farebbe molto piacere!
ti abbraccio

Anna ha detto...

Stupendo...condivido a pieno :-)